Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <219>
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L'Austria navale
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gedifc precipita alla fine. Il 4- maggio 1844 a Venezia appare un editto dì citazione a comparire contro t fratelli Bandiera. Costoro da Malta rispondono sul giornale Il Mediterraneo . che avevano scelto d'ab­bandonare lo straniero e l'oppressione* per non tradire la patria, Mazzini, Fabrizi, sconsigliano Hmpresa di Calabria, ciré i Bandiera avevano divisato e che tuttavia compiono con i loro eroici compagni. Nulla li aveva potuto trattenere, né la parola autorevole dell'apostolo, né quella supplichevole della madre, e corrono alla catastrofe nel val­lone di Rovito il 25 luglio, come s'è già detto, gridando Viva l'Italia innanzi ai fucili borbonici.
Naturalmente ìLGoverno di Vienna nominò una Commissione militare d'inchiesta per procedere contro quegli individui dell'I. R. Ma­rina, che si fossero resi colpevoli dì macchinazioni rivoluzionarie. Il ca­pitano di corvetta Girolamo Benko, storiografo navale austriaco,' scrive: Nella primavera del '44 il tragico fatto Bandiera e Moro provò che la gioventù veneziana, in servizio .dell'I. K. Marina, non partecipava all'apatia della popolazione per il movimento italiano e l'inchiesta, eseguita sotto la suprema dilezione dello ZiohVj stabilì che numerosi ufficiali di marina aderivano alla consorteria della " Giovine Italia fjbo cbyj ch'era comandante della putìsza di Venezia, esclamava: " Questa marina non è austriaca, è italiana". Il marchese Paolucci, perchè non seppe prevenire le manovre rivoluzionarie della Marina Veneta, venne destituito e sostituito nella carica dall'arciduca Fe­derico. Mentre intascava il decreto della sua disgrazia è voce ch'egli dicesse : ** Così l'Austria premia, i suoi fedeli servitori
Il povero contrammiraglio Bandiera con la sua divisione è ancora in Levante. La miseranda ri ne dei tigli lo getta in un dolore senza con­forto. Per quanto padre di figli dimostratisi così eroicamente rivo-lazionari, tuttavia sente d'essere un impeccabile lealista. Incanuiito sotto la disciplina delle anni - scriveva Attilio in una lettera al Ma roucalli - egli non conosce vhe il giuramento dato una volta. Inoltre egli sa bene che ogni suo passò viene osservato dalla gelosa polizia politica austriaca. Egli ama e sinceramente il suo paese e i suoi com-patriotti, e li amerebbe r' se fesse indipendente* anziché Sottoposto allo straniero* ma la sua promessa fedeltà gli sta sempre innanzi agli occhi, ed egli si appaga di rendersi utile alla patria coll'adempiere a tuta i doveri propri del di lui mestiere . Mentre egli trovavasi in questo stato d'animo, Metlerniwh da Vienna incarica il conte Sturner, ministro plenipotenziario dlS ML Vini paratore a Costantinopoli, di av­vertirlo che sarebbe quanto prima: sostituito nel comando della Divi­sione. Per la verità il conte Sturner, colla sua lettera, che porta la data 7 agosto 1841 - pubblicala per la prima volta dal Girolamo Cappello -