Rassegna storica del Risorgimento
1858-1866 ; BOLOGNA ; FRANCIA ; CATTOLICI
anno
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1954
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pagina
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271
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Le relazioni fra i cattolici francesi, ecc. 271
liei-1) Questi, erano sorti sulle ceneri del neoguelfismo, avevano avuto la loro prima espressione nel nuovo libro del Gioberti, Il Rinnovamento civile in Italia, sostenevano la possibilità di conciliare il cattolicesimo nella integrità della sua dottrina, con le libertà politiche, consideravano dannoso agli interessi spirituali della Chiesa il potere temporale e Quindi non si opponevano acche il Papa ne fosse spogliato. Essi erano molto vicini al Montalembert ed alla scuola del Correspondant, mentre i cattolici intransigenti avevano un buon alleato nel Veuiilot, la cui influenza, come scrive l'Aubert, déborde largement les frontières francaises. 2)
Il gruppo dei cattolici conservatori bolognesi che si costituì ed operò attivamente fra il 1858 ed il 1866 ebbe soprattutto dal Veuiilot e dalla sua scuola, solidarietà, contributo d'idee, aiuti nella battaglia che sostenne a salvaguardia del potere temporale e dei privilegi della Chiesa. 3)
È questo appunto che intendiamo mettere in rilievo.
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Dietro l'impulso del Cardinale Michele Viale Prelà, arrivato a Bologna il 30 ottobre 1856, i cattolici conservatori bolognesi, che di fatto erano inerti di fronte all'ardore dei liberali, si organizzarono e fecero sentire la loro voce dando vita a L'Osservatore Bolognese, ebdomadario politico unico di tal genere negli Stati Pontifici. 4)
Nel primo numero i promotori del nuovo giornale *) dichiararono apertamente di volersi chiamare Cattolici secondo l'antica specificazione della parola, di ripudiare le denominazioni di Ultracattolico, Cattolico-civile, di Neocattolico, ecc. che erano divenute di moda, di voler essere figli non già di una Chiesa ideale od aerea quale si fingono a lor capriccio taluni, ma di quella Chiesa della quale è Capo visibile e Maestro universale il Romano Pontefice. 6*
Con singolare analogia essi affermavano di voler essere catholiques sane épithètes, come scriveva il Veuiilot nella sua polemica con i catholiques libéraux.
1) Si veda in proposito: M. BENDISCIOLI, Chiesa e società nei secoli XIX e XX, in Questioni di storia contemporanea, voi. I, Milano, 1952; A, DELLA TORRE: H Cristianesimo in Italia dai filosofisti ai modernisti, Milano, 3912? F. QUINTA VALLE, La Conciliazione fra P'Italia e il Papato nelle lettere del P. L. Tosti e del Sen. Casati, Milano, 1907; L. SALVATORELLI, Stato e Chiesa nel tee XIX, Il Pontificato di Pio IX, in Ricerche Religioso, settembre 1947; R. AUBERT, op. cit., p 226; Civiltà Cattolica, 1924, voi. H, pp. 219, 393, SOS; 6. SPADOLINI, Cattolicesimo e Risorgimento, in Questioni di Storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Milano, 1950.
2) B, AOBBBT, op. citi, p. 227.
3) Per la bibliografìa relativa ai cattolici liberali ed agli Intransigenti, rinviamo all'esauriente saggio di FAUSTO FORZI* Per una storia del movimento cattolico italiano (1861-1919), in Rassegna Storica del Risorgimento, 1950.
4) A primo sumero usci il 9 aprile 1858. Cessò le pubblicazioni il 10 giugno 1859 (numero 39 dell'anno II).
5) Dr. Marcellino Ventnroli, Aw. G. G. Roncagli, Ing. Giulio Casoni, Avv. Giambattista Casoni " .
6) 9 aprile 1858, In che senso noi siamo cattolici.