Rassegna storica del Risorgimento
1858-1866 ; BOLOGNA ; FRANCIA ; CATTOLICI
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1954
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pagina
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273
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Le relazioni fra i cattolici francesi, ecc. 273
tano i problemi del momento, sono di autori francesi.2) In essi si sostiene che al Papa è necessario il potere temporale, che toccherebbe la scomunica a tutti coloro che osassero stendere la mano sopra gli Stati temporali della Santa Sede, che il liberalismo del Montalemhert non ha nulla di comune con quello di Cavour, così giustamente condannato dal Romano Pontefice.
Subito dopo il primo fascicolo delle Piccole Letture Cattoliche, i cattolici bolognesi diedero vita ad un giornale politico quotidiano, VEco delle Romagna, che doveva combattere giorno per giorno, sul terreno dei prineipii e su quello delle questioni particolari o locali, la stampa liberale, ed intendeva essere il foglio dei conservatori. 2)
Intanto l'avvocato G. B. Casoni, pubblicista di notevole valore, ed indubbiamente non solo il più attivo, ma anche il più battagliero, intelligente e capace fra i cattolici bolognesi, al fine di avere aiuti, solidarietà, consigli per la lotta intrapresa, pensò di stringere personali relazioni con uomini già pratici di giornalismo e di lotte cattoliche. 3) Egli iniziò una serie di viaggi durante i quali si incontrò con il Marchese Brignole-Sale a Genova, con Don Margotti e con il vecchio Conte Clemente Solaro della Margarita a Torino, con il Cantù a Milano. Il Marchese Brignole-Sale ed il teologo Margotti erano ambedue sfiduciati e entrambi vedevano l'avvenire piuttosto cupo e burrascoso. *) Dopo questi primi incontri, ebbe a Roma colloqui con il Cardinale Antonelli e con Pio IX. s) Ed infine arrivò in Francia, a Parigi con commendatizie del Marchese Brignole-Sale. 6)
Da anni, ormai, fin dai tempi dell'Osservatore Bolognese, ed anche prima, i cattolici bolognesi tenevano lo sguardo fisso ai cattolici francesi ed a Napoleone; essi sentivano che la sorte del potere temporale e, di conseguenza, a loro avviso, la sorte della libertà della Chiesa in Italia dipendevano dall'atteggiamento di Napoleone HI e dall'influenza che i cattolici francesi potevano esercitare sopra di lui. Ma Napoleone era una sfinge per i cattolici bolognesi, e non solo per essi.
Il Casoni adunque si recò in Francia per avere informazioni sulla situazione interna della nazione, per conoscere direttamente dai cattolici francesi quali fossero le intenzioni di Napoleone e soprattutto come egli scrive per vedere se e quanto potessimo ritrarre da loro aiuto e cooperazione per quello che pur si bramava operare in Italia contro la invadente rivoluzione in difesa del duplice ed inseparabile interesse della Chiesa e della Patria, del Pontefice Romano e del popolo italiano . 7
1) Si veda, ad es.: La Chiesa (1861, gennaio) e JZ Papa (1861, febbraio) di Mona. DE SEGUII; Il Conte dì Monlalembert al Conte di Cavour (1861, aprile) contenente un estratto della seconda lettera inviata dal Montalembert al Cavour; Il Piemonte a Roma (1861, agosto) di CnÉTiisfEÀti-Jox.Y; La Rivoluzione (1862, marzo) di Mona. DE SEGUII.
2) L'Eco delle Romagne. Giornale Politico e Morale. Diligila Hamines, Interjicitc errores. Uscì dal 5 febbraio 1861 al 30 dicembre 1864. Dal n. 12 ai chiamo semplicemente L'Eco* Per nn certo periodo di tempo ne fn direttore l'aw. C. C. FangarezzL
S) CinmtanCannU {} 86. *) Cinquantanni, p. 88.
5) Cinquantanni, p. 97 e Mgg. Si veda anche l'importun tissimo opuscolo Roma e Parigi Impressioni e memorie dett'aw. 6. B. CASONI, Bologna, Direzione delle Pico. Letture Cattoliche, 1862.
6) CinammCaimi, p. 111. Circa i rapporti Era il Veuiltot ed il March. Brignolc-Salc si Veda: E. Vvarvun, L. Vcuilloi, t. IL, p. 547.
7) Cinquantanni, p. 15