Rassegna storica del Risorgimento

1858-1866 ; BOLOGNA ; FRANCIA ; CATTOLICI
anno <1954>   pagina <274>
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Aldo Berselli
La questione preponderante insomma, era, a suo avviso, questa: La Rivoluzione si vanta ognora di aver con sé la Francia e lo proclama con ma­nifesta compiacenza: i cattolici all'incontro, rammentando quel ch'essa fu, non pò mio credere a tanta defezione, e ad onta delle assicurazioni dei rivolu­zionari attendono dalla Francia il più valido appoggio alla loro causa, che è la causa di Dio e della Chiesa.
Quale delle due parti ha ragione ?
La domanda era così importante e così necessaria una concludente risposta, che era opportuno un viaggio sulla faccia del luogo per rendersi conto de visu della situazione. *)
A Parigi si incontrò ed ebbe interessanti colloqui col Sig. Luigi Veuillo t, col Conte di Montaleinbert, col Sig. Keller, e col Sig. Thiers, cioè con coloro che rappresentavano nel modo più eminente le varie frazioni in cui si dicono distinti i cattolici e i liberali in Francia . 2)
La posizione dei cattolici non era uniforme. Montalembert, sempre amante, e quasi direi infatuato della libertà, 3) si preoccupò di sapere come mai il potere temporale a Bologna non aveva trovato il 12 giugno 1859, alla partenza degli Austriaci, neppure un difensore: ciò dimostrava, a suo avviso, che quelle popolazioni erano tutt'altro che contente del go­verno del Papa.4) C'è da ritenere dunque che egli non incoraggiasse loto corde e senza gravi riserve i motivi che animavano la lotta intrapresa dal gruppo cattolico bolognese. Mons. Dapanloup disse di vedere con piacere i tentativi che si stavano facendo per iniziare ed organizzare una azione catto­lica in prò della libertà della Chiesa, in difesa dei diritti imprescrittibili del Papa e del vero interesse politico e nazionale dell'Italia, però avrebbe voluto che ci si occupasse soprattutto di quei cattolici che stanno à la frontière, vale a dire che cercano di conciliare la fede religiosa con la libertà politica .5) Anche il Thiers incoraggiò il Casoni, il quale ebbe totale approvazione del suo operato da parte del Veuillot: questi disse tra l'altro che i cattolici bolo­gnesi avevano fatto molto bene a prendere il Papato a base e a fondamento di ogni concetto politico e di ogni programma nazionale. 6)
Circa Napoleone il Casoni non riuscì a risolvere l'enigma, poiché l'impe­ratore gli venne presentato sotto diversi aspetti . 7) Forse il Veuillot ebbe l'espressione più felice quando affermò: Voi altri italiani avete un prover­bio il quale dice: È bene fidarsi; ma è meglio non fidarsi . 8)
In conclusione il Casoni ritornò da Parigi con la persuasione che la causa del Papato e dell'Italia cattolica, che essi propugnavano poteva fare hen piccolo assegnamento sull'appoggio anche solo morale di Napoleone III e. dei suoi partigiani. 9)
1) Roma Parigi, pp. 12-13.
2) Rama * Parigi, p. 124.
3) Roma n Parigi, p. 125.
4) Cinquantanni, p. 117.
5) Cinquantanni, pp. 128-124.
6) Cinquani'anni, p. 112. V Roma é l'orini, p. 104.
8) Cinquantanni, p. 115.
9) Cinquantanni, p. 130.