Rassegna storica del Risorgimento
1858-1866 ; BOLOGNA ; FRANCIA ; CATTOLICI
anno
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1954
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pagina
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275
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Le relazioni fra i cattolici francesi, ecc. 275
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A Bologna il Casoni diede subito alle stampe un opuscolo Roma e Parigi di cui inviò copia in omaggio al Veuillot. Questi gli rispondeva con una lettera che era in realtà un programma d'azione ed una nuova risposta a quello che il Casoni era andato a chiedere a Parigi. Dopo aver lodato il Casoni per lo scritto si plein, si vif, e per il suo talento di scrittore, gli diceva: Continuez ces utiles et courageux travaux. Bravez la crainte, l'ainende et la prison. S'il y a autour de vous quelques hommes comme vous, vous ferez plus qu'une armée; tout vous réussira et vos défaites seront des victoires. S'il m'est permis de vous faire une recommandation, c'est de vous tenir tou-jours dans le vrai, à tout risque, mème au risque de l'impopularité. Dans ce temps de révolte ouverte ou de trahison secreto contre toutes les vérités, nous devons avoir le courage de les affiriner toutes. N'en relàchons rien, n'en abandonons, n en négligeons aucune en vue de nous faire des partisans. Voilà je crois ce que Dieu veut de nous. H fera triompher ensuite les vérités que nous aurons défendues, et que nous ne pouvons efficaccment défendre qu'en les confessant et en les honorant à haute voix. Dans le domaine des concessions, il n'y a plus de limites. Nous nous affaiblissons nous mèmes sans jamais satisfaire des adversaires de mauvaise foi, et qui veulent l'aban-don total de la verité, méme lorsque lem politique n'en attaque qu'une partie. Pour nous catholiques, ce n'est qu'en défendant le corps entier de la vérité que nous pouvons nousmèmes faire corps. Les concessione ne pou-vant etre unanimes ont pour premier effet de nous diviser entre nous, et bientot elles nous réduisent à l'impuissance. En France, c'est ce qui nous a perdus. Nous ne pouvons plus (je parie des lalques) opposer aucune resistance parce que nous sommes divisés. 1)
Il movimento cattolico bolognese segui i consigli del Veuillot e trascurò quelli del Montalembert, ed anche quelli del Keller, che aveva scritto al Casoni: In Italia come in Francia è necessario un partito che non sia austriaco, né rivoluzionario, ma cattolico anzitutto e soprattutto. Non bisogna più separare la libertà politica e nazionale dal cattolicesimo. La libertà è una eccellente cosa fatta per i popoli saggi e vigorosi, ma che degenera in anarchia fra le mani dei rivoluzionari. Per lo che caro amico, lavoriamo con costanza, giacché non bisogna che Garibaldi sia il solo liberatore del genere umano. s)
L'Eco assunse da allora una posizione di sempre maggiore intransigenza. Riecheggia il Veuillot un articolo del 17 settembre 1862 intitolato Le Concessioni. In esso si dice: Non vogliamo nulla concedere... I Cattolici non hanno nulla da cedere! Se la più piccola cosa cedessero oggigiorno, sarebbero infallantemente con voi, e con voi, con le vostre idee, con le vostre massime, e coi vostri principi non potranno esser giammai senza rinnegare quella verità che essi amano e che debbono amare a costo della loro vita medesima .
I cattolici bolognesi passarono così dalla resistenza passiva alla resistenza attiva, prendendo cornea motto d'ordine le note parole del Conte Tullio Dandolo, il quale diceva: ce Sono cattolico e italiano. s)
.U I,. VKt7TLL0T, Correspon dance, t. VII (avril I8tìl-ioGt 1863), Lettera GCXX.1X A M. Giambattista Casoni (da Parigi, 12 settembre 1862), pp. 267-268. *) Roma 9 Parigi, p. 140. 8) CASONI, Cinquantanni, p 135.