Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <220>
immagine non disponibile

920
Q. Gannì
adempie con molto tatto alla sua delicata e ingrata missione. Ma Francesco Bandiera comprende subito come la sua posizione nel­l'I. R. Veneta Marina s'era resa incompatibile per la fama dei suo nome, sparsa nel mondo dai suoi figli spenti. Da Smirne perciò si ritira a vita privata a Carpenedo di Mestre, ove morì il 16 settem­bre 1847.
Spariva dalla acena mortale il desolato contrammiraglio Ban­diera, proprio alla vigilia di quei grandi avvenimenti politici pei quali Videa dell'indipendenza italiana si sarebbe affermata coli'armi in campo, pei quali si sarebbe sconvolta e scompigliata la Marina da lui tanto onoratamente servita, pei quali infine avrebbe veduto come in quella medesima Marina fossero così numerosi gli ufficiali che avevano quell'identica fede, che trasse i propri figli a morte nel val­lone di Rovito.
I tempi s'erano silenziosamente maturati. L'apatia che Io storico Benito affermava - come s'è detto di già - nel '44 avesse la popo­lazione veneziana per il movimento italiano, s'era dileguata. Questa popolazione non era più la rassegnata paziente di una volta. La sua coscienza s'era riempita d'eroici propositi, d'alti voleri ; ben presto ne vedremo gli effetti.
Nel 1848-49.
L'arciduca Federico, che col reazionario capitano di vascello Ma-rinovich a fianco, aveva--teniuta;la Càrica di comandante generale della Marina, il 5 ottobre 1847 umore. Un vecchio sulla soglia della tomba, il vice ammiraglio Dandolo di 83 anni* lo. surroga nell'alta carica. Ma dopo un mese anche, questi muore. -allora a quel posto viene as­sunto un conte Antonio Martini, austriaco malgrado il nome italiano, tenente maresciallo di campo, per la circostanza creato vice ammi­raglio il 10 novembre dello stesso anno 1347. Il '48 spunta. Sul bri­gantino Montemccoli veleggiante nell'Arcipelago, quel giovanetto tre­dicenne, che; vedemmo nel 1840 condotto dal padre alla Scuola di marina di Venezia, Guglielmo Teghettoff, il 27 gennaio, riceveva il brevetto di alfiere di vascello. Questo giovane ufficiale ha di già in­consciamente nelle sue mani il destino dell'Austria navale della se­conda metà del secolo xix. Egli si troverà a Trieste di ritorno dal suo viaggio compiuto nell'Arcipelago, allorché la rivoluzione