Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; LONDRA
anno <1954>   pagina <282>
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FONTI PER LA STORIA DEL RISORGIMENTO NEL PUBLIC RECORD OFFICE DI LONDRA
L'anno scorso a Lucca il mio collega del Public Record Office di Londra, Mr. Roger Ellis, ha fatto un ragguaglio di alcune delle fonti principali per lo studio del Risorgimento, specie quelle che riguardano la Toscana, esi­stenti tanto nel Public Record Office che in altre parti dell'Inghilterra. Per giustificare la mia presenza in questo congresso, voglio sottolineare ed am­pliare alcune delle cose dette dal mio collega. È un fatto che forse tutti gli studiosi stranieri non sanno che nel Public Record Office sono adunati, sotto un unico tetto, gli archivi di tutti i principali ministeri del governo centrale. Quivi si trovano non solamente quelli del Foreign Office, ma anche quelli dell'Ammiragliato, dei Ministeri dell'Interno, delle Colonie, della Guerra, dei Lavori Pubblici ecc., ed anche quelli dei tribunali centrali. Non affermo che gli archivi di tutti questi ministeri siano fonti per la storia italiana; ma ve ne sono almeno due, oltre quelli del Foreign Office, che me­ritano l'attenzione dello studioso del Risorgimento, cioè quelli dell'Ammi­ragliato e del Home Office, o Ministero dell'Interno. Ma, prima, una parola sopra ciò che è evidentemente la fonte principale, gli archivi del Foreign Office.
Questi sono ordinati per paese, e la corrispondenza si trova in due serie principali, che si duplicano: cioè, dapprima gli archivi che s'ammuc­chiano nel Foreign Office, i dispacci originali degl'ambasciatori e dei ministri nei paesi esteri e le minute delle lettere del Segretario di Stato, e, in secondo luogo, gli archivi delle ambasciate che contengono le lettere ricevute da Londra e le minute dei dispacci. In più, ciascuna serie contiene qualcosa che non si trova nell'altra: cioè, nella prima serie, la corrispondenza del Foreign Office colle ambasciate a Londra, coi ministeri inglesi e con varii individui, anche gli allegati nei dispacci degli ambasciatori, talvolta impor­tantissimi, dei quali non è stata conservata copia all'ambasciata; nella seconda serie, fra gli archivi delle ambasciate, si trova la corrispondenza locale col ministero degli Esteri, con vari individui e coi consoli inglesi, di cui non è stata spedita copia a Londra.
Nell'una o nell'altra di queste serie si possono leggere i dispacci nume­rali. E tra questi che vengono scelti, dal Foreign Office, quei documenti che, stampati, costituiscono i Blue Books per informare la Camera dei Co­muni. Nello stesso tempo era abitudine degli inviati di aprirsi confidenzial­mente col Segretario di Stato agli Esteri, scrivendo anche una serie di lettere semi-ufficiali, sovente molto più interessanti delle altre, le quali era abitudine del ministro di considerare come sua proprietà privata. Gli studiosi del Ri­sorgimento hanno fortuna, per il fatto che una collezione di queste carte semi-pubbliche e semi-private, è stata presentata al Record Office, dove può essere consultata accanto ai dispacci ufficiali: parlo dei Russell Papero (spero
1) P. 0. 67/257.