Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; LONDRA
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1954
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Noel Blakiston
Risorgimento. A quell'epoca, mi pare, era una cosa piuttosto francese che italiana, e questo deve essere la scusa, o almeno la spiegazione, dell'opposizione mostrata in quel tempo da alcuni dei miei compatrioti alle aspirazioni liberali degli Italiani. Certamente la Rivoluzione francese non aveva un avversario più accanito di Lord Hervey.
Firenze, 6 ottobre 1792, Lord Hervey a Lord Grenville: *)
... Non ho nessun dubbio che, se i Francesi avanzeranno, vedremo tutti gli stati italiani in scompiglio e rivoluzione. Adesso è una cosa ordinaria fra il volgo, quando hanno qualche causa da lagnarsi, dire, ' Pazienza per un altro poco, e li Francesi mi daranno la mia vendetta, il tempo si avvicina Trovo il volgo in questa città molto turbolento, nei teatri la platea molto insolente, e i militari né rispettati né temuti. I viveri sono esorbitantemente cari, le fabbriche in decadenza, i poveri aumentano, e lo spirito pericoloso e infernale della democrazia cresce ogni giorno.
Lasciamo Lord Hervey. Lasciando anche gli archivi diplomatici, prendiamo un saggio negli archivi dell'Ammiragliato, accennati sopra. Ogni anno l'Ammiragliato riceveva una serie di lettere dall'ammiraglio che comandava la flotta mediterranea, delle quali molte allegavano delle lettere ricevute da quell'ammiraglio dai capitani delle navi sotto il suo comando. Se si apre il pacco per il 1860 si trova tutt'un ammasso di materiale riguardante il Risorgimento. Credo sia bene citare per prima una lettera o parte di una lettera perchè questo marinaio è tutt'altro che taciturno del Capitano Payxtter che comandava la nave Racoon a Livorno, nella quale egli descrive la visita di Vittorio Emanuele in Toscana: 2)
Livorno, 21 aprile 1860.
Sono immediatamente andato a visitare Sua Maestà, che mi ha ricevuto molto graziosamente, mi ha offerto un posto nel suo treno, e mi ha invitato a pranzo alla reggia quella sera. La sua accoglienza a Livorno ed a Firenze e nelle città principali lungo la linea era entusiasticissima. Sarebbe difatti impossibile di trovare le parole per descrivere Venergia frenetica mostrata da questo popolo impulsivo, quando si trova vicino al suo sovrano. Si calcola che 100.000 persone, di più della popolazione normale di Firenze e di Livorno, siano entrate in quelle città ed abbiano assistito a questo avvenimento. La giornata è stata considerata come grande festa, le strade letteralmente formicolavano di esseri umani, ogni campanile, ogni finestra e muro dai quali si poteva vedere la processione, erano gremiti di spettatori ansiosi, in ogni piazza vi era una orchestra. Da parecchi giorni i cittadini decoravano con squisito gusto la banchina a Livorno, le stazioni ferroviarie e le strade principali. Alla banchina, un tempio sormontato dalla corona di Sardegna era appoggiato su colonne corinzie di bianco e oro e panneggiato di cortine di seta verde bianca e rossa, che racchiudevano un trono posto sulta piattaforma centrale tappezzata di Velluto di Utrecht. Le stazioni, anche Ventrata del duomo di Firenze, erano arredate per rappresen
ti F. O. 528/3. 9) Aàm: 1/5733.