Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI ; LONDRA
anno <1954>   pagina <285>
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Fonti per la storia del Risorgimento, ecc. 285
tare Ventrata di un palazzo, con sofà, divani e sedie disposti intorno ai troni, nelle stanze principali quadri dei Maestri, grandi specchi d'oro e ricca tap­pezzeria di Gobeìins addobbavano le mura, cortinaggio di velluto ricamato di òro pendeva in pieghe dalle colonne. Si entrava nelle stazioni da viali lunghi e betti, decorati con statue, vasi enormi pieni di fiori ricchissimi..., ghirlande di alloro e camelie, archi di sempreverde con vasi di fiori sospesi ecc. ecc... All'ar­rivo a Firenze il re procedeva a cavallo, e fu accolto dappertutto con grandissimo entusiasmo, le donne sventolando fazzoletti bianchi, e gettandogli fiori avanti e, come passava sotto ciascun arco trionfale, figure di angeli facevano piovere pezzettini di carta velina di oro, argento e smeraldo. In una piazza delle conta' dine, rompendo la linea di guardie, tentarono di montare sul suo cavallo per abbracciarlo, ma non riuscendo ad abbracciare il loro sovrano, hanno almeno reso il suo cavallo non maneggiabile colle loro carezze... ecc. ecc.
À Pisa, le barche del Racoon, in compagnia di quelle della squadra di Sardegna, furono ancorate in una fila attraverso l'Arno e spararono in segno di saluto quando apparve il re. Il capitano Paynter ebbe un'inter­vista con Cavour, che domandò notizie di Napoli e, additando due medaglioni di Venezia e di Roma, circondati di velo nero, disse significativamente quelle saranno, debbono essere nostre, ma non ancora. Abbiamo abbastanza da fare per il momento per sistemare i nostri possedimenti recentemente acquistati.
Li questo stesso pacco di lettere navali c'è un grosso fascio, intitolato Disturbances in Sicily, Proceedings of General Garibaldi (Disordini in Sicilia, Azioni del generale Garibaldi), in cui si può seguire la fortuna dei Mille. Qui vi sono una lettera del 12 maggio di Marryat che comandava la nave Intrepid, e un'altra del 18 maggio di Ingram, capitano dell'Argus, che descrivono, con una pianta, lo sbarco dei Garibaldini a Marsala. C'è una lettera del 30 maggio dell'ammiraglio Rodney Mnndy del Hannibal, all'ancora a Palermo, che descrive l'incontro fra Garibaldi ed i generali napoletani sulla sua nave. Fra tanto rumore di cannoni nel porto di Palermo, sono contento di leggere che, il 24 maggio, c'era una scarica a salve da parte delle navi inglesi in onore del compleanno della regina Vittoria.
Non pretendo d'essere specialista di queste cose. Non so fino a qual punto questi dispacci possano interessare. Certamente, copie dei più impor­tanti furono mandati al Foreign Office e saranno già conosciuti. Ma per chi vuol fare, diciamo, la ricerca totale, credo che vi sia qui una fonte non ancora esaurita. È conosciuto questo, mi chiedo? L'8 settembre, lo stesso ammira­glio Rodney Mundy scriveva a Mr Elliot, ambasciatore inglese a Napoli:
L'ammiraglio sardo, il conte di Persano, mi visitò sulla mia nave ieri ed avantieri e mi informò, che aveva ricevuto lettere dal generale Garibaldi nelle quali gli accennava che faceva contò, dopo esser rimasto un poco a Napoli, di marciare sa Roma, e poi, di entrare nel Veneto, e che quando tutta l'Italia fosse stata conquistata egli l'avrebbe trasferita (l'Italia) alla corona di re Vit­torio Emanuele. L'ammiraglio pareva molto imbarazzato da questo avviso e mi pregò di metter in opera qualunque influenza potessi avere in un incontro perso­nale con Garibaldi, per tentare di dissuaderlo da intraprendere una contesa che in ultimo avrebbe portato molto male all'Italia. Il contedi Persano aggiunse die faceva questa richiesta perchè Garibaldi gii aveva detto che mi doveva molto