Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI ; LONDRA
anno
<
1954
>
pagina
<
286
>
286
Noci Blakiston
per ciò che era successo a Palermo,.. E l'ammiraglio Mundy promise di parlare a Garibaldi se ne avesse avuta l'opportunità.
Dell'altra fonte supplementare, accennata sopra, cioè gli archivi del Home Office o Ministero dell'Interno, dirò soltanto che chi vi facesse delle ricerche, forse vi scoprirebbe qualche informazione sull'arrivo e sul soggiorno di esuli italiani in Inghilterra durante la prima metà del secolo scorso.
Finalmente, sarebbe forse interessante per voi avere delle statistiche degli Italiani che hanno fatto delle ricerche nel Record Office. Queste statistiche sono basate sull'emissione delle tessere di permesso. Per lavorare da noi uno straniero deve ottenere un permesso dal Foreign Office attraverso la sua ambasciata. Questo è un procedimento d'ordine, che non offre nessuna difficoltà, ma implica la rotazione di una rotella ufficiale. Noialtri del Record Office non dobbiamo mostrare i nostri archivi prima che l'autorizzazione del Foreign Office sia stata ricevuta. Consiglio a coloro che desiderano studiare da noi, di scrìvere all'ambasciata italiana a Londra prima di partire dall'Italia. Una volta concessa, la tessera è buona per tutta la vita. Le mie statistiche, dunque, concernono soltanto la prima emissione di una tessera. Non tengono conto della presenza di quegli Italiani, e ve ne sono stati, che sono ritornati per studiare negli anni successivi. Le statistiche cominciano soltanto nel 1914. H primo Italiano che troviamo è venuto nel 1920. Dopo questo pioniere, nessuno prima del 1927, nel quale anno ve ne sono due; nel '28 tre, nel '29 uno, nel '30 tre, fra i quali Nello Rosselli, il cui nome cito con ricordo rispettoso ed amichevole; nel '31 nessuno, nel '32 uno, nel '33 sei, nel '34 nessuno, nel '35 tre, nel '36 uno, nel 37 tre, nel '38 due, nel '39 due, nel '40 uno, nel '46 uno, nel '47 nessuno, nel '48 uno, nel '49 tre, nel '50 uno, nel '51 sette, nel '52 quattro, nel '53 alla fine d'agosto quattro. In tutto, cinquanta precisamente. Sicuramente non tutti questi hanno studiato il Risorgimento. Ma, fra gli storici italiani, mi pare ohe il 75 per cento siano Risorgimentisti e fra i nostri cinquanta probabilmente quaranta sono venuti da noi per questo scopo.
Una cosa finale. Quando avrete scritto il vostro magnum opus il quale cita tanti documenti del Public Record Office, vi chiedo umilmente di presentarci una copia del libro. (La nostra biblioteca non ha il denaro per comprare tutti i libri storici). Per ciascun documento citato faremo dunque una scheda per il nostro schedario di documenti che sono stati stampati. In ricompensa della vostra generosità potremo così offrirvi almeno l'immortalità di trovarvi nel nostro schedario.
NOEL BLAKISTON