Rassegna storica del Risorgimento

1875-1876 ; TEVERE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1954>   pagina <296>
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Alberto Caracciolo
del famoso pareggio, neppure tra ì privati capitalisti nostrani vi sono forze e intraprendenza bastevoli ad affrontare da soli l'impresa. Siamo nell'Italia del 1875, da poco unita politicamente, da pochissimo uscita da una crisi economica che nei grandi Stati si è potuta sopportare meglio che qui, siamo in un'Italia dominata dal capitale inglese, francese, belga in tutte le imprese pubbliche e di pubblici servizi, e il cui debito pubblico è anch'esso per la gran parte coperto sulle piazze britanniche e francesi.')
In tal modo anche i tentativi iniziati dallo Schanzer per trovare i capitali necessari devono necessariamente rivolgersi, in buona parte, a istituti di credito esteri. Nella corrispondenza di Garibaldi, lo Schanzer è nominato per la prima volta in un telegramma del 10 maggio 1875 a firma Gauthier, inviato da una società parigina che risulta essere la Société de Dèpots e Comptes Courants, e diretto a Pariani, collaboratore dello Schanzer.2) Ma la sua azione seguita per qualche mese senza giungere a risultati concreti fors'anche perchè si attende di sapere meglio quali saranno il contributo e le garanzie dello Stato. Il centro delle trattative si è ormai spostato a Parigi. Qui nell'ottobre fa da intermediario anche il generale Bordone, antico colla­boratore di Garibaldi nella campagna di Francia, che avverte di poter con­tare su due società non precisate. 3) E un altro francese, la cui firma leg­giamo A. Gemenaux, scrive il giorno 25 sullo stesso tono, suggerendo di ri­volgersi senz'altro alle quattro maggiori banche d'Europa: Rotschild, Hope, Baring e Torlonia. 4) Infine in una lettera già edita di Garibaldi a un altro istituto francese non nominato, si parla oltreché di Schanzer anche di P. Goldsmid come intermediario (Lettera 1140 del novembre 1875, al signor.. nella Ed. Nazionale degli Scritti, III, p. 161).
Come si vede, sono interessati ormai, attraverso queste persone, am­bienti dell'alta banca francese e col Goldsmid anche austriaca. Nei primi mesi del 1876, poi, si parla già esplicitamente della adesione dell'Anglo-American Union Bank, con sede a Parigi, con la quale rientra in lizza anche il capitale inglese. A rappresentare la Union Bank sono uomini della demo­crazia internazionale, come William Bonnin, che si richiama alla Vs [di Garibaldi} memoria gli si accompagnò da Milazzo a Messina con altri suoi connazionali, ed è membro della ditta bancaria già Wilson PillimB Co. di Milano, oggi fusa in questa Banca,5) e come il principe Pietro Troubetz-koi:6) costoro si dicono disposti ad appoggiare il progetto dell'ingegner Moro, che è quello recentemente fatto proprio dal generale, piuttosto di
i) Nel 1875, oltre 52 milioni di rendita dei consolidati italiani furono pagati in Fran­cia (F. S. NITTI, Il capitale straniero in Italia, 1915, p. 71).
2) Avon seulement premia concou financier ai conditiona nouB eonviennent. aenan-zer eat invitò à ae concertar avec VOUB. Ecrivons. Dèpota. Gauthier . (B. 50, n. 3, 59). 8 due giorni dopo un telegramma in italiano pure da Parigi, diretto a Schanzer: Società na risposto a Pariani che voi solo avete a trattare, e che Società riserva a Torino [-1 una parte-tipozione (B. 50, n. 3, 51). .T..-. . J.I-
3) J'ai toujours a ma dispositi*.! le concouro de Durand [?1, naia fai en pina, nepuia que je vou ai quitte n Rome, la compagnie finaucière la pina serieuae de France et PT"** dn menci qui ... est dispose* faire par elle mflme et tona l'alde de peraonne tout ce qu ii memo A l'encontre dea projeta de M. Mitigherà (Lettera del 19 ottobre 1875, in a. u, n. a, o /
4) (B. 50, n. 3, 50).
5) Lettera del 4 febbraio 1876 (B. 50, n. 3, 57). *) Lettera del 5 febbraio 1876 (B. 50, n. 3, 58).