Rassegna storica del Risorgimento
1875-1876 ; TEVERE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
<
1954
>
pagina
<
297
>
Interessi internazionali nelF impresa di Garibaldi ecc. 297
quello governativo, il quale risulterebbe più costoso e meno efficace. Essi inoltre sono disposti ad effettuare lo stanziamento di 60 milioni di lire, attraverso la concessione dei lavori ad una compagnia solida e seria intestata a primarj nomi tecnici e finanziari di Londra, come dice il Bonnin nella lettera citata: il governo italiano dovrebbe garantire gli interessi al 5 o al 6 durante tre anni.
In questo ordine di idee anche il Minghetti a quanto pare sta entrando. Il 16 marzo egli presenta infatti alla Camera, a complemento della legge 6 luglio 1875, un disegno di legge per lo stanziamento di pruni 3 milioni in tre anni, e per le modalità delle concessioni. Nello stesso tempo le iniziative di Scbanzer e di Garibaldi intorno al progetto Moro si concretano nella costituzione di un consorzio di vaste ramificazioni, che entra in trattative col governo per la concessione dei lavori, a cominciare da quelli sul tronco inferiore (valutati a 30 milioni), riservandosi di richiedere successivamente anche quelli per il canale scaricatore, per il porto marittimo e per la bonifica nella zona del Delta.
Il 24 marzo si parla di presentare Luigi Schanzer e Salvatore del Castrone al Ministro, come rappresentanti il gruppo bancario Hermann e Goldsmid di Vienna.1) Poco dopo Garibaldi firma insieme a Giovanni Moro, al-l'aw. Giuseppe Zacheroni (rappresentante di Schanzer), e al signor Moreath, una lettera al ministro stesso (12 aprile 1876 n. 1881 della Ed. Nazionale degli Scritti, III, p. 234). Intanto il Moro specifica che se il ministro vuole informazioni sul Capo del consorzio finanziario, signor Goldschmid [sic], può rivolgersi per mezzo dell'Ambasciatore al Sigr. Rotchild [sic] a Vienna, e intanto ricevere il deposito di cauzione primordiale. 2) E lo Zacheroni, accompagnando una lettera di Goldsmid al Ministro, avverte Garibaldi che Schanzer ed un banchiere del consorzio arriveranno a Roma prima del 25, ed importa che otteniate dai Ministri che si aspetti a prendere qualsiasi determinazione prima d'aver parlato coi banchieri suddetti. *)
La presenza di cosi importanti gruppi austriaci e francesi, che ruotano attorno ai Rotschild e a Goldsmid, non basta a mandare in porto le cose, perchè la caduta del governo Minghetti cambia di nuovo la situazione. L'ascesa della Sinistra fa concepire però speranze ancora maggiori: dell'impresa del Tevere parla Depretis a Stradella, e appena insediato al Ministero dei Lavori Pubblici lo Zanardelli si accorda con Garibaldi, Baccarini, Schanzer e gli altri per far passare una nuova legge che contempla questa volta per il Tèvere non più lo stanziamento di tre milioni, ma di dieci: proposta che passa alla Camera il 5 giugno, al Senato il 15.
In questo clima si svolgono gli ultimi tentativi dello Schanzer, che non contento degli accordi col Goldsmid, è di nuovo a Parigi a trattare con la Société de Dépots et Comptes Courants e con altre banche. Scrive Schanzer il 21 aprile da Parigi al Moreath che sta in pieno lavoro, ma che ce non ci vuole fretta, poiché gli stabilimenti bancari coi quali trattiamo trova usi occupati anche in altri importantissimi affari, particolarmente delle finanze egiziane e turche. In ogni caso la parte finanziaria della operazione tro
ll Lettera del 24 marzo 1876 (B. SO, 131).
2) Lettera de! prof. Moro, da Lacca, del 16 aprile 1876 (B. 50, u. 3., 74).
J Lettera del 17 aprile 1876 (Ivi, n. 3, 70).