Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1954>   pagina <302>
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302 Maria Cessi Drudi
Quando l'Antonelli afferma che Roma repubblicana è così malcontenta òhe: venisse anche il turco, lo benedirebbero non afferma che una parte di verità,
La repubblica non è voluta perchè il popolo sia repubblicano: lo è solamente perchè non vuol essere pontificio ... la repubblica è voluta per ciò che essa non è . Questo, naturalmente l'Antonelli non può affermare la volontà del popolo e non solo romano, ma napoletano, ma toscano, è volontà negativa. (Per i Lombardi e soprattutto per i Veneti la situazione è molto diversa). Abolire, cancellare tutto ciò che è fosco ingiusto soffocante; sulla ricostruzione, sul nuovo, sul positivo, le idee della folla sono per lo meno molto confuse. Non comprende [il popolo] che repubblica non è anar­chia, ma condizione di virtù (De Boni). Quando ci si rende conto che è necessario sacrificarsi ancora, sebbene in modo diverso, allora subentra l'apatia: Mancano gli impeti dell'amore, dell'odio, della fede dice Castel­lani. E Mazzini (10 marzo) ritiene inevitabile 1' intervento ma quasi brama il pericolo, nella speranza che il paese si desti dal letargo fatale.
La visione ideale d'un avvenire liberale, costituzionale, democratico, repubblicano è di pochi, ovunque. Le folle aderiscono per istinto e con im­peti e slancio. I governanti ne sono anche essi rimorchiati, ma, una volta gravati, della responsabilità, anche se intimamente ribelli, si adeguano alla misura internazionale.
' Più conseguente d'un Lamartine, che non aveva potuto (o voluto ?) realizzare le troppo entusiastiche e pubbliche promesse, il reazionario Schwar-zenberg segue il suo ammirato maestro, il Mettemich sulle vie delle ne­cessarie riforme amministrative. Ma il cancelliere viennese* non cieco, né sordo del tutto all'ambiente in cui vive, ammette il principio di nazionalità; La manie des nationalités, cette exagération d'un sentiment légitime en lui* méme, poussé jusqu'à la demence... e di cui la rivoluzione si è impadro­nita per farsene strumento. E un cedimento considerevole, in chi è tornato da Olmùtz a Vienna, calmata con la forza.
Nel campo amministrativo ha già imboccato la strada: Les graves embarras que le droit de voter l'impòt a fait naitre de tems à autre dans les pays constrtutionnels tiennent à l'ttsage de subordonner l'assiette de tous les impots indistinctement au oonsentement des assemblées répresentatives... Cet usa gè, ou pour mieux dire, cet abus, a donne lieu à l'opinion erronee due quiconque avait le droit de vòter l'impòt, avait aussi celui de le réfuser. Erreur aussi dangereux pour l'existencc de l'Etat, que contraire à la logique.
È naturale che il cancelliere dell'impero absburgico parli di abuso ed errore, perchè egli si sente veramente il responsabile della sicurezza ed inte­grità dello Stato, così come egli lo concepisce. Ma non può sottrarsi alle esigenze del momento e, senza ammetterlo, è sulla via già diversa dalla met-ternichiana. E parrebbe strano che più rigidi di lui sieno il suo inviato e FAntonelffi, a Gaeta, ma forse essi, premuti dalla vicina rivoluzione popolare a Roma e da quella, diciamo, legalizzata, nelle persone dei plenipotenziari francesi, reagiscono meno fermamente
L'Inghilterra, a Gaeta, è assente: non è potenza cattolica. Ma il riflesso della volontà del Palmesrton si trova. Lo ha dichiarato ufficiosamente, ma di persona, sia al conte Popoli che al Canuti: ha vivissimo il desiderio d'una ri­conciliazione per evitare l'intervento sia francese che austriaco. L'invio, più