Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; GAETA (CONFERENZA DI)
anno <1954>   pagina <303>
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Intorno alla Conferenza di Gaeta del 1849 303
tardi, di Lord Napier a Roma (già incaricato inglese a Napoli) ufficialmente per proteggere persone e proprietà Britannielie, ma in realtà per convincere i triumviri alla sottomissione, è missione che incita il suo amor proprio ferito dallo scacco nella questione siciliana, ma sempre su questa linea politica.
Il fiero rifiuto di Mazzini, che non avrebbe ceduto che alla forza, chiude il tentativo inglese, con un riconoscimento che oltrepassa i valori individuali Mazzini Àvezzana per allargarsi a quelli collettivi.
La infelicissima conferenza, convergenza forzata di tanti disaccordi, non approda a risultati positivi. La soluzione militare si snoda all'infuori di essa, malgrado essa. In fondo, solo un atto di forza poteva sciogliere quel viluppo antagonistico di concezioni irriducibili.
Nemmeno il formale compromesso su cui si erano ridotte le richieste francesi, si effettuò. La lunga battaglia, protrattasi durante tutte le sedute e che pareva aver ottenuto la tregua della promessa verbale dèi papa sul voto deliberativo in materia di finanza, si conchiude con una sconfitta, che ha il sapore di una beffa. La promessa, frutto d'uno scrupolo di coscienza, viene ritirata perchè appunto risolta come caso personale di coscienza >*,
Conscio che il papa si vale dell'attributo religioso come d'un'arma poli­tica, il rappresentante francese insiste, minaccia, arriva ad una scenata al Santo Padre e la dodicesima seduta, tempestosissima molto più che non appaia dal resoconto ufficiale, nella testimonianza dell'Esterhazy sotto­linea con accenti da finale drammatico il cozzo delle idee, dei sentimenti, dei due mondi, infine, di cui gli attori non sono che gli esponenti, i trasparenti portavoce.
Se lo scopo d'una conferenza diplomatica è arrivare ad un accordo, o almeno a un compromesso, Gaeta è un fallimento. E tale dal punto di vista ideologico non poteva non essere. Appunto perchè gli opposti convincimenti erano inconciliabili, l'assurdo sarebbe stato il compromesso su cui ripiegava la Francia: lo spiraglio aperto a futuro assetto costituzionale. La realtà esi­geva il superamento di una parte sull'altra e tale avvenne, com'è nella nature delle cose, del più forte sul più debole.
MARIA CESSI DRUDI