Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; COSTITUENTE
anno <1954>   pagina <304>
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IL PROBLEMA DELLA COSTITUENTE JN'EL 1848
A caratterizzare l'originalità del freni ito politico diffuso per tutta Italia, nel 1848, facendo eco all'ansia, che agitava l'Europa, era proposto un prin­cipio radicalmente innovatore, di cui meno era sentita la necessità nelle altre nazioni per raggiungere il medesimo fine: la Costituente.*)
La riforma politica mediante i tradizionali strumenti costituzionali, che avevano fatto insufficiente esperienza e in Italia e fuori, pareva inattuabile a paragone della maturità della coscienza pubblica e dell'esigenza dei pro­blemi peculiari della penisola. In Italia, al problema della libertà, comune alle altre nazioni, dalla Francia, all'Austria, all'Ungheria, alla Germania, si abbinava il problema della nazionalità e dell'indipendenza, che proponeva profili giuridici e politici, che non potevano esser risolti con l'impiego dei me­todi costituzionali, anche i più radicali, validi per le altre nazioni, nelle quali nazionalità e indipendenza non erano in discussione o non presentavano aspetti altrettanto complessi, da non poter esser risolti nelle forme dell'or­dinaria prassi costituzionale. Né in Francia né a Vienna si invocò una Costi­tuente, perchè l'organo rappresentativo, cui dava vita la carta costituzionale, aveva la capacità di elaborare il riassetto politico, anche nelle forme più radicali, senza bisogno di incidere sulle basi dello stesso principio costituzio­nale. In Italia, sotto l'incoercibile stimolo di esigenze proprie, l'esplosione sediziosa necessariamente superò i limiti del costituzionalismo liberale, perchè col principio di nazionalità e di indipendenza proponeva un pro­blema territoriale, assai delicato e complesso, nell'ordine politico e in quello giuridico.
La presenza di molteplicità di Stati diversamente interessati nell'apprez­zamento della situazione italiana; la formazione di governi provvisori accanto a governi regolari; la sensibile varietà di struttura degli uni e degli altri, nel rispondere a diverse necessità, ispiravano e promuovevano anche imposta­zioni diverse, non sempre convergenti, anzi più spesso divergenti, le quali difficilmente potevano trovare comune terreno di conciliazione, neppur per via di compromesso, in un profilo meramente costituzionale.
La e rivoluzione liberale, vagliata al momento della crisi risolutiva, stabile nelle finalità sociali, oscillava nell'adeguamento delle strutture este­riori tra il costituzionalismo moderato e conservatore e il radicalismo asser­tore di un nuovo ordine giuridico, unitario o federale, monarchico o repub­blicano che fosse, reclamato imperativamente dalla circostanza di sostanziali mutamenti territoriali. *)
i) Sul problema della Costituente esiste una letteratura abbastanza notevole: cito sol­tanto la più recente: N. CORTESE, Costituenti a costituzioni noi 1848-49, Napoli, 1953; C. DE RUGGIERO, Storia del liberalismo, Bari, Laterza, 1949, p. 325 sgg.; A. M. CmsALUEim, Giuseppe Montanelli e la Costituente, Sansoni, Firenze, 1947; C. FALCO, Giuseppe Mazzini a la Costi­tuente, Firenze, Sansoni, 1947; P. ZA MA, Vincenzo Gioberti ed il problema della Costituente, San soni, Firenze, 1946; R. CESSI. // problema detta Costituente nel 1848-49, in Atti Istit. Veneto S. L. A. ci. s. raor., T. CXI (1952-53) p. 177 sgg.
2) DE RDCGIEBO, op, cit., p. 815 sg.; CESSI, p. 179 Mg.