Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; COSTITUENTE
anno <1954>   pagina <307>
immagine non disponibile

Il problema della Costituente nel 1848 307
L'appassionata, lunga e vivace discussione della Camera dei Deputati,*) per quanto restituisse alla Costituente poteri deliberativi e ammettesse il suffragio universale,2) restringeva però le sue facoltà, sì che non avrebbe .potuto assumere figura che poco più di un organo legislativo, con. poteri anche più. limitati di questo.
Sopra questa esperienza il Gioberti, che già sotto rincalzare degli eventi aveva 'formulato il programma del regno dell'Alta Italia superando anche le .prospettive della legge della fusione, elaborava un profilo federativo, a differenza del Rosmini, spoglio d'ogni presupposto costituente. Il Rosmini nel disegno di Costituente abbozzato nel Risorgimento, mentre si svolgeva il dibattito parlamentare, alla funzione costituente del regno dell'Alta Italia aveva attribuito una latitudine assai più ampia di quella accordata dalla legge della fusione. sl Invece il Gioberti, aveva invertito i termini, e in questo senso aveva ispirato l'iniziativa della federazione italica, affidata ai negoziati del Rosmini,4' non sufficientemente avvisato della, profonda diversità, che intercedeva nel rispettivo pensiero politico.
Ad aggravare tale dissociazione e nello stesso tempo ad approfondire più decisamente i caratteri distintivi delle opposte concezioni intervenne la tremenda crisi bellica, conclusa con il fatale armistizio del 9 agosto. L'esito infelice della guerra regia ebbe una risonanza più vasta e profonda che non nella polemica piemontese. Quando Fazione bellica pareva esser coronata di successo, i dissensi politici erano stati galvanizzati-, Cattaneo aveva osser­vato ogni riserbo a Milano; Manin aveva prima aderito a Carlo Alberto, poi aveva ceduto il potere; Mazzini aveva rinunciato almeno occasionalmente alle sue pregiudiziali; a Genova, in Toscana, a Roma, si viveva con ansia e con perplessità, ma senza preconcetta ostilità, e il Castellani si faceva inter­prete di questo stato d'animo: tutti stavano in attesa, nell'aspettativa della .promessa soluzione, che pareva possibile anche alla mente di Pio IX.
Il crollo sabaudo fu amara delusione per tutti, e quasi per incanto restituì la libertà d'azione a tutti; ai Lombardi, che non avevano troppo simpatizzato con la politica piemontese; a Mazzini, che riabbracciava il tra­dizionale programma dell'insurrezione; a Manin, che riportava Venezia nella situazione anteriore al voto di fusione del 4 luglio. L'irrequietudine genovese era mal contenuta; l'insofferenza Toscana esplose con moto convulso da Li-
l) Atti del Parlamenta cit., Discussioni dello Camera* p. 206 sg., 225 sgg.
2J xt governo, applicando il voto del plebiscito lombardo del 29 maggio con criterio restrittivo, anziché riconoscere all'Assemblea costituente la facoltà di discutere e stabilire le basi ecc. (Aiti cit., p. 78), aveva limitato il mandato a quello di discutere le basi della monarchia, ebe significava riconoscere un compito consultivo e non deliberativo, il Iiattazzi, su parere della Commissione rilevo la patente contraddizione (Atti cit., p. 79), e modificò il tosto in conformità al voto lombardo, che prevedeva anebe l'impiego del suffragio universale.
3) ROSMINI, La Costituente del regno dell'Alta Italia, in Progetti, cit., p. 262 sg.: H Ro­smini assegnava olio Costituente due compiti: determinare i diritti naturali e razionali de* cittadini, che devono esser protetti e regolati dall'associazione civile; trovare tali forme gover­native che siano efficaci a proteggere e regolare quei diritti contro qualunque arbitrio e qualun­que violenza, acciocché i diritti scritti siano uno vcritft di fatto. Sebbene il Rosmini eviti di pronunciarsi .sull'esercizio della sovranità, deprecando e condannando ogni atto di dispotismo, subordinava ogni determinazione della Costituente al diritto sociale, ed escludendo alcun le-ineniù di signoria (ivi, p. 285).
*) ROSMINI, Della missione a Roma ecc., Torino, 1881, p. 14 sgg.