Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; COSTITUENTE
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1954
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Roberto Cessi
.raccoglie, le coltiva, ne fa subito materia ad eccitare lo passioni popolari e ne forma un istrumento di rivoluzione. Che cosa poi non sarà, se le medesime si adottano in una esposizione di principi, o, per meglio dire, si proclamano come principi stessi di un programma governativo ed a bella posta si diffondono nella nazione ? Se un'ambizione vi sia, che si serva di codesti mezzi colpevoli per arrivare al potere, giunto che vi sia, ne riceve ben presto la pena, in quanto scopre l'abisso, che si è scavato sotto i piedi, e dall'altezza, in cui attrovasi, vede sorgere altiere e minacciose, quelle passioni e quelle cattive tendenze delle moltitudini, le quali è vano il credere potere svegliare senza esporsi a subirne più. tardi le pericolose conseguenze. Tanto è avvenuto al signor Gioberti. Democrazia nel governo e costituente italiana. Il partito, che vuol sempre più progredire nelle vie rivoluzionarie, se n'è impadronito e vuole quindi lo sviluppo dell'una e l'effettuazione dell'altra. Al signor Gioberti però non sfugge il pericolo dell'elemento democratico e l'impossibilità JH una costituente, quale questo vorrebbe, e ciò chiaramente si rileva dai suoi discorsi e dal cercare, com'egli fa, di opporsi all'estensione dell'uno mentre modifica l'altro e sembra risoluto a tenere questa linea di condotta, impadronendosi a sua volta della pubblica opinione per poterne divenire il moderatore, opera invero assai delicata e difficile.])
Ma a qual prezzo ? A prezzo di sconfessioni, che sempre più lo isolavano, scavando intorno a lui quel baratro, nel quale non doveva cader solo, anche se prima degli altri.
In quanto alla Costituente, ribadiva il Ludolf, che lo stesso Gioberti la riconosca quasi impratticabile, è un fatto, giacché ogni giorno che passa, egli modifica la sua idea primitiva, che non può però totalmente abbandonare, dopo che v'ha diretto tutti gli uomini, e, se lo facesse, gli tornerebbe fatale; egli doveva far delle concessioni allo spirito pubblico, ma senza convinzione) anzi contro il suo pensiero. Ella vede, confessava al Ludolf, che io ho ridotto la Costituente a segno tale, che l'autonomia di ogni singolo stato è intieramente salva, e che in quanto ai deputati alla medesima io voglio che siano anche nominati dai governi semplicemente, da imo dei tre poteri soltanto, e con ciò si renderanno gli accordi molto più facili e spediti.
E con ciò, associandosi nella più oscura reazione, rinnegando Toscana e Roma repubblicana, sollecitando le simpatie del reazionarissimo governo napoletano, offrendo il braccio alle restaurazioni papali e granducali s'illudeva di aver consolidata la sua posizione ministeriale, alienando la collaborazione di amici senza guadagnare il favore di avversi. Questa straordinaria premura del signor Gioberti concludeva il Ludolf, relativamente al suo progetto di costituente, che com'è ora ridotto, non si sa più cosa sia, proviene forse da un eccessivo timore di vedersi rovesciato dal Ministero, se non adempie in qualche modo al suo programma, ovverò dal credere sinceramente che cosi facendo ne possa venire il bene d'Italia e la sua indipendenza . 2'
Delle due ipotesi più veritiera era la prima: era, però, vero che anche il Montanelli, subendo le contrarietà di una situazione avversa, come aveva accentuato l'isolamento della politica toscana, si' da municipa-
i) Ludolf a Cariati, 12 gennaio 1849, n. 201. *) Ludolf a Cariati, 12 gennaio 1842, n. 201.