Rassegna storica del Risorgimento

1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
anno <1954>   pagina <313>
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Rapporti culturali e giornalistici tra ritolta e la Romania, ecc. 313
Eppure questo singolare vivace ingegno, a cui nessun genere di studi pare estraneo e che ricorda in un certo modo le menti universali del Cinque­cento, " è uno dei primi grandi uomini del Risorgimento italiano che ab­braccia con fervore e affetto la causa romena, che la difende e la fa conoscere in uno dei più difficili periodi, quando come egli dice s'aveva il bava­glio in bocca, ed il boja per correttore di stampa, quando ancora pochi in Italia sapevano chi fossero e che cosa bramassero i Moldo-Valacchi.
Infatti, il suo primo scritto importante sulla Romania, appare proprio nella dolente ed eroica Milano, come un grido disperato: ... l'Italia, questa inconsolàbile vedova del passato, che sembra voler vivere di memorie, ha dimen­ticato una figlia de* suoi giorni gloriosi. Quanti tra noi sanno che in questa stessa Europa v'ha un'altra Italia? Un'Italia che ha conservato più fedelmente 0 noi il nome romano, un popolo che porta in viso Vimmagine dei nostri forti proavi, e che nondimeno ci rimase fin qui sconosciuto? Invano voci autorevoli ci ricordano di quando in quando i vincoli del sacro parentado, invano Del Chiaro, Muratori, Ciampi, Grissellini, Lampredi, Bestini, Cattaneo, cercarono invogliarci di visitare col pensiero questa vivente reliquia romana. I nostri archeologi, curvi sui marmi corrosi, non trovarono tempo di pensare ai discen­denti dei legionari di Trajano. Noi ignorammmo e fummo ignorati. E le due Italie ricaddero nella solitudine dei loro dolori. 2)
In quell'epoca il Correnti era emigrato politico a Torino. Ma il suo pensiero, la sua anima erano ovunque l'oppressione diventava sempre più dura e soffocava la sete di libertà e di autonomia dei popoli. Con la penna e la parola, egli cercava di scuotere quell'atteggiarsi della resistenza meramente passiva, aggrappandosi alle speranze lontanamente risorgenti. La Romania, per la quale egli aveva dimostrato un vivo interesse fin dal 1837, da quando aveva letto negli Annali di Statistica il noto saggio del suo amico Carlo Cattaneo: Del nesso fra la lingua valaca e l'italiana, 3) attraversava allora momenti decisivi per il suo destino. A Milano, con gli amici Carlo Tenca, Gabriele Rosa, Tulio Massaraai e G-. I. Ascoli, egli aveva seguito le vicende di questa colonia trajana e aveva difeso in essa quelle ragioni della naziona­lità, delle quali col desiderio si cercava di affrettare il trionfo per la madre­patria. Stabilitosi a Torino, egli aveva sempre sostenuto e difeso la causa di questi fratelli, ricordandoli negli articoli pubblicati su La Concordia, sul (Smento, sull'Indicatore economico e sul Progresso, dove il 18 ottobre 1851 fu pubblicata la risposta del Comitato nazionale romeno all'appello del Comitato centrale democratico europeo. *) Poi, nelle conversazioni con il filoromeno G. VegezziRuscalla aveva sovente espresso la sua simpatia per i Moldo-Valacchi e gli aveva proposto persino di scrivere una storia dei
1) V. Tuu.o UASSAHATU, Cesare Correnti nella vita e nelle opere, Roma, Forzimi, 1890 con. la bibliografia indicata a piò pagina. Cfr. C. AGIUTI in La Lombardia nel Risorgimento italiano* 1929, pp. 153-164; e CABLO MOHÀHDI, L'azione politica di Cesare Correnti nel '48, in Annali di Sciente politiche, vói XIII, fase Ili, marzo-giugno 1940, pp. 1-56.
2) Un'altra Italia, in Scritti scelti di Cesar Correnti, cit., p. 464.
3) Ristampato poi nei 1846 in Alcuni scrìtti del Dr. Carlo Cattaneo di Milano. Trovasi ora. in Opere edite e inedite di C Cattaneo, raccolto e ordinate per cara di A. Bertoni, Firenze, Le Mounier, 1925, voi. I, pp. 209-237.
4) Vedasi A. MAHCU, Romantica Ualicni, cU., p. 136; e IDEM, Compitatoti fi conspirafii, r//.T pp, 44-59.