Rassegna storica del Risorgimento
1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
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1954
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Petre Ciureànu
Romeni, v Inoltre, uno dei suoi costanti pensieri è stato anche quello di accogliere nel quotidiano torinese II Diritto (1854) il maggior numero di notizie sui Principati danubiani. Proprio in questo giornale, nei suoi articoli: Noi non abbiamo disperato. Due mondi al cozzo-, Dalla guerra in Crimea la salute, egli grida che i Russi sforzano il passaggio del Danubio, invadono la Dobrugia, minacciano con mezzo milione di soldati Costantinopoli; 2) che l'Austria sta per invadere i poveri Principati. 3) Questi paesi sono di nuovo teatro di invasioni straniere ! Le speranze, le passioni e i dolori dell'Italia sono calpestati. Il Nipote del Vesta-Verde, che aveva predicato nei giorni sublimi della riscossa l'amore d'Italia, la devozione al suo gran nome e la fiducia ne' suoi destini,4) non può dimenticare quell'afra Italia, che chiede libertà e indipendenza.
Per il Nipote egli scriveva in quei giorni l'articolo sul popolo romeno: s) *.. Questo popolo sbranato, questa nazione sagrificata, come la chiama Michelet, vede nondimeno un primo crepuscolo di salute. La Vaìachia e la Moldavia hanno nome, istituzioni e Governo proprio. Vassalle del Gran Sultano e soggette alla protezione della Russia, esse non ebbero che un raddoppiamento di dolori... Od conosce la loro storia non pud che ammirare come si ostina questo paese a conservare un'ombra di memoria, un simbolo di speranza.6) I confini della terra romena sono i confini dell'antica Dacia; il territorio occupato dai Romeni, con i loro avamposti nel Pindo e nella Macedonia, è oggi distribuito sotto quattro domini: Porta, Austria, Russia e Regno ellenico; la loro latinità (egli dice italianità) è riconosciuta da tutti quanti li conobbero dappresso, ove se ne tolga lo Schùller che li volle tedeschi, e il Sulzer che si sbracciò
1) V. la lettera del 19 ottobre 1853 di G. Vegezzi-Rnscalla a G. Spano in T. ONCIULESCU, (Vegezzi-Ruscalla e i Romeni, cit., p. 35. Cfr. anche p. 85, nota 3, dove si precisa che l'Accademia di Romania in Roma possiede alcune lettere del Correnti al Ruscalla, trovate dalTO. nella biblioteca del Ruscalla. A nostra richiesta, T. Onciulescu ci comunica gentilmente che le lettere del Correnti contengono notizie sugli studi e sull'attività svolta dal C. per far conoscere i Romeni in Italia.
2) C. CORRENTI, Due mondi al cozzo, in H Diritto del 6 aprile 1854.
3) C. CORRENTI, Della guerra in Crimea la salute, in II Diritto, n. 40 del 18 maggio 1854. *) TULIO MASSARANI, Cesare Correnti nella vita e nette opere, p. 107.
S) Un'altra Italia, cil. Nel precedente volumetto del Nipote del Vesta-Verde, a. VII, 1854, ai era limitato soltanto a menzionare nell'articolo L'Oriente (pp. 65-69), ristampato in Scritti scelti di Cesare Correnti cìt., voi. II, pp. 364 seg., tra le provincie europee direttamente soggette all'Impero ottomano, la Moldavia e la Valacchia, indicando, in un quadro statistico* dei soggetti cristiani ai Turchi: Rumeni (Moldavo-Valacchi): 4.000.000 e dando la notizia che: Le diverse popolazioni cristiane della Torchia aspirano a legarsi in una libera confederazione sotto la tutela degli Osmanli, ohe innegabilmente hanno fatto prova d'uno spirito conciliante e moderato . A proposito di questo spirito conciliante, il C. non perde l'occasione di dire con sarcasmo ch'esso è più alto e vero cristiano di quello di certi cristiani di Pavia e di Milano. In quanto a quella libera confederazione delle diverse popolazioni cristiane della Turchìa, egli non ni illudeva troppo, perchè, come giustamente osserva Carlo Morano!in L'azione politica di C. C. net '48, già cit, p. 5, egli non è mai stato né un mazziniano né un federalista di stretta osservanza. In un altro articolo intitolato Le Razze {ibhL, pp. 70-74), ristampato in Scria/ stetti di Cesare Correnti, IT, pp. 367-372, indica i Romeni come appartenenti alla prima famiglia europea: la famìglia latina (Francesi, Italiani, Spagnuoli, Portoghesi e Rumeni o Moldo-Vaiaceli*) e precisa che in questa famiglia: Solo il ramo MoldaveVnlaceo è per geografia, per storili, per educazione, segregato dal suo ceppo; altri popoli latini Bono legati e costituiscano una grande civiltà: hi civiltà latina.
fi) Un'altra Italia, in Scrìtti saetti di C. Correnti, voi. IV, p. 465.