Rassegna storica del Risorgimento
1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
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1954
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317
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Rapporti culturali e giornalistici tra YItalia e la Romania, ecc. 317
rivendica a gloria il nome romano, che per tanti secoli i Barbari diedero a disprezzo. *)
E siccome nel frattempo le bocche del Danubio erano state poste in mano di una Commissione internazionale, di cui faceva parte anche la Romania, il Correnti si fa promotore dell'idea della neutralità dei Principati come stato libero e autonomo : intanto non è picchi frutto dell'ultima guerra l'aver restituita in libertà le bocche del Danubio, a custodia delle quali FEuropa dovrebbe, in beneficio del commercio generale piantare uno stato autonomo che rimanesse, come la Svizzera, in perpetua neutralità, sotto la guarentigia degli interessi comuni e delle proprie forze: a che è sopra-modo acconcia la gente rumano, non inchinevole, dopo le dure esperienze, né ai Russi, né ai Turchi né ai Magiari né ad alcuna delle seduzioni vicine.2)
Quest'idea di uno stato romeno autonomo e in perpetua neutralità, come la Svìzzera, la sente il Correnti necessaria e imperiosa per la guarentigia degli interessi comuni, ma anche per risolvere una volta per sempre la spinosa questione dei Principati romeni, delle bocche del Danubio, che, da Napoleone I fino allora e anche più. tardi, è stata motivo di conflitti diplomatici e di guerre. Risolta tale questione, nulla e nessuno avrebbe potuto impedire l'autonomia e l'unità italiana.
Ma questa richiesta non ebbe alcuna fortuna. Accordare ciò ai Romeni significava assodare e proclamare in faccia al mondo la loro autonomia e libertà. H 19 agosto 1858 la Convenzione di Parigi, di fronte all'opposizione turca, decideva la separazione dei due Principati nonostante il voto del 21 ottobre 1857 delle Assemblee ad hoc romene che reclamarono all'unanimità l'autonomia dei Principati, la loro neutralità ed unione sotto lo scettro di un principe straniero e adottava un provvedimento ibrido, un misto di unione e di separazione nello stesso tempo: Puntone, cioè, nominale dei due Principati, ma ciascuno con principe camera bandiera e esercito separati, e Vanificazione effettiva fiscale delle imposte. "
Come si sono svolti poi i fatti nei Principati romeni e in Italia sappiamo bene. Il Correnti, finita la guerra del 1859, fu nominato dal Cavour membro della Commissione per il riordinamento delle nuove provincie, quindi Prefetto del Monte Lombardo e Commissario plenipotenziario del Debito LombardoVeneto. In mezzo al gravoso lavoro, animato dall'alto concetto del dovere per la realizzazione delle riforme compatibili coi poteri costituiti, egli contìnua ancora a interessarsi delle vicende della Romania e a sostenerne la causa.
Nella stampa milanese di quegli anni si scriveva moltissimo sui Principati di A. I. Cuza, *) e anche su La Perseveranza, alla cui fondazione il Cor* Tenti contribuì in sommo grado, troviamo, accanto al suo celebre articolo Finis
1) Ibidem, p. 597.
2) Ibidem, p. 597.
8) NUNZIO COPPOLA, FrateUama italo-romeno agli albori della nostra unità nazionale; in Nuova Antologia, a. 75, fase. 1650, 16 dicembre 1940, p. 389, nota 1.
*) V. GINO LUPI, // principato di A. C. Cusa mila stampa milanese, dell'epoca, Milano, Mascherpa e Tavola, B. a. Sulla politica estera di Cuza vedavi 6. BJRATJANU, Politica externd a lui Cuxa~Vodd, in Rovisto} itterica' romàni, TI, 1932; e N. CQIUVÀN, La politica orientale di Napoleone HI e l'unione dei principati romeni, in Carceidri istoriai, VIII-IX, 1932-33.