Rassegna storica del Risorgimento
1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
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1954
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Petre Ciureanu
Longobardiae 12 gennaio 1860, notizie sugli avvenimenti romeni, non estranee certamente al nostro caro patriota.
Tra il 1860 e il 1880, l'attività del Corrènti come deputato, consigliere di stato, presidente della Società geografica italiana, plenipotenziario dell'Italia alla conferenza di Berna, ministro dell'Istruzione pubblica, segretario degli ordini cavallereschi del Regno d'Italia, delegato dell'Italia ai congressi internazionali di statistica a Berlino, a Pietroburgo, all'Aja, a Budapest, al Congresso geografico di Parigi, alle Conferenze africane di Bruxelles e all'Esposizione universale di Parigi..., lo mette sovente in contatto con i Romeni, ed egli, da vecchio e fedele amico della Romania, aiata tutti, dimostrando la sua grande simpatia per questo paese.
Le numerose lettere dei suoi amici romeni (C. Esarcu, C. A. Rossetti, N. KJretzuleseu, M. GeorgiadeObedenaru ed altri), che si trovano tra le sue Corte nella Biblioteca del Risorgimento di Milano, ci offrono preziosissime notizie, e su di esse parleremo in altra sede.
Qui ci limitiamo a dire che durante questi venti anni di attività culturale, politica, parlamentare, il Correnti fu sempre il costante sostenitore dell'idea della fratellanza italoromena, della più profonda conoscenza e comprensione reciproca.
Così, nel giugno 1868 nella discussione in Parlamento della convenzione per la guarentigia del pagamento degli interessi e capitale del prestito da contrarsi dalla Commissione del Danubio per l'ultimazione dei lavori di miglioramento alla foce e nel canale di Sulina, egli sostenne fervidamente anche il punto di vista romeno.
Nel 1870, proclamata Roma capitale d'Italia, la Romania fu il primo paese a congratularsi per mezzo dei suoi rappresentanti. In quella occasione, nel Parlamento italiano, Cesare Correnti, allora ministro dell'Istruzione pubblica, espresse in nobili parole la sua simpatia per i Romeni, notò il bisogno di un ravvicinamento fra le due sorelle latine e dichiarò che a raggiungere l'intento contribuirebbe molto una storia dei Romeni in lingua italiana.*) Sei anni dopo, all'invito del Correnti, una romena che faceva gli studi del corso magistrale superiore in Italia, Maria Stefànescu, pubblicò a Napoli la traduzione italiana dell'opera storica La Dacia e la Romania di I. H. Ràdulescu, con una sentita dedica di gratitudine a Cesare Correnti. z)
Tra il 1873 e il 1880, i rappresentati romeni dell'Agenzia diplomatica di Roma ricorrono spesso agli aiuti del grande filoromeno per ottenere: I) il consolidamento dei legami d'amicizia e di buona armonia tra la Romania e l'Italia; II) la migliore conoscenza dei problemi romeni; e III) l'indipendenza romena e il suo riconoscimento. *) Nella questione danubiana, nella questione degli Ebrei in Romania, nella convenzione commerciale con l'Italia e, soprattutto, nella preparazione del terreno diplomatico in vista della proclamazione dell'indipendenza romena, Cesare Correnti dette tutto il suo con-
-l) V. MAIIIA STEFÀNEBCU nella dedica a Cesare Correnti in GIOVANNI ELIADE RAJ>U-EESGU, La Dùeia e la Romania, cii., p. III.
2) A questa dedica accenna anche A. M AUCH, Romantica italiani..., p. 119; e T. ONCIU-LKSCU, op. r.it p. BS.
3) R. Y. BOSSY, Politica extcmà a Romanici in anii 1873-1880 privila de/a Agcnfia diplomatica' din Roma, Bucarest!, Cultura Nazionali, 1928, p. 3.