Rassegna storica del Risorgimento

1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
anno <1954>   pagina <320>
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Petre Ciureanu
segretario presso Valentino Pasini, scrisse in lingua francese quel nobilis­simo opuscolo Quelques mots sur la défense de Venise. Il disastro di Novara, la 6ua breve sosta in Svizzera, dove divenne familiare di Carlo Cattaneo, il rientro in Patria e la partecipazione nel 1850 alla fondazione del Crepuscolo di Carlo Tenca, l'incontro col Mazzini a Londra nel 1851 e il costante contatto epistolare con Cesare Correnti Io incuorarono a patriottiche imprese.
Ma il tentativo d'insurrezione del 6 febbraio soffocato con tanta ferocia, la morte dell'amico Pezzotti e l'impiccagione del suo carissimo Carlo Poma, lo convinsero che la sola possibilità che rimaneva ancora efficace era quella di educare la classe media all'idea nazionale, sollevarne la speranza con l'esempio eroico di altri popoli che lottavano per l'autonomia e la libertà.
Il Cattaneo, il Mazzini, il Correnti, il Tenca gli avevano parlato dei fra­telli romeni. La causa di questi, le loro aspirazioni erano ben simili a quelle degli Italiani!... Per aprire alle nostre speranze un qualche spiraglio con­fessa il Massarani1) bisognava lasciarle intendere ragionando di quelle degli altri; e così, stimolato dal Correnti, cominciò ad occuparsi amorevol­mente degli antichi coloni nostri, i Rumeni. Lesse in manoscritto l'arti­colo del Correnti Un'altra Italia e ne curò la stampa su II Nipote del Vesta-Verde, che il grande amico gli aveva affidato per rivedere, aggiun­gere qualcosa e pubblicare a Milano presso Vali ardi.
Esponendosi alle ire della polizia, che una notte andò per arrestarlo. Tulio non piega, bensì resta in ginocchio davanti al dolore, alla sventura, alla speranza immortale...
Mentre correvano i lieti giorni della presa di Sebastopoli e il tricolore italiano ondeggiava unito al tricolore francese, il Massarani scriveva per il Crepuscolo parole di fede e di speranza. Il Congresso di Parigi doveva deci­dere sul destino dei MoldoValacchi, che da tempo egli conosceva nel loro vibrante grido di dolore. Quando scrive il Massarani correvano i giorni del Congresso di Parigi, il quale doveva decidere le loro sorti, ... ci piacque di pigliar in mano, noi divisi, noi conquistati, noi condannati al si­lenzio, la causa di quel povero popolo, oscuro, candidato aWindipendenza e alla libertà. I suoi titoli storici non erano difficili a ritrovare; anche della sua condizione d*allora i documenti abbandonavano; e ne abbiam cavata quel pro­fitto che sapevamo migliore... 21
In verità, il foggiatore del Crepuscolo andava a rintracciare in quei giorni le orme delle antiche legioni della Dacia, e ridestar le memorie della Minervale, della Gemella e della Claudiana. Con impeto generoso, egli ri­vendicava per il popolo romeno, dimenticato dall'Europa all'estremo suo lembo, l'indipendenza e l'unità. Spendevamo confessa il Massarani B) il meglio della nostra tavolozza a dipingerlo raccolto intorno al tesoro delle tradizioni e al sacro simbolo della lingua; e salutando nell'intelligenza alle prese colla forza, o come gii antichi dicevano, nel savio in guerra colla
1) Tuu.0 MASS AMA NI, I popoli dotta Romania, in Stttdii di politica e di storio, Firenze, Le Monttier, 1875, p. 149, nota 1.
2) IDEM, Ibidem* p. 149* nota 1.
3) IDEM, Carlo Tenca o il pensiero civifo del eoo tempo, II ediis., Milano, Hoepli, 1888, p. 98. Nell'edizione postuma delle Opere di T. M. serie Studii civili, voi. II, Firenze, Le Monnier, 1907, pp. 107-108.