Rassegna storica del Risorgimento

1850-1880 ; ROMANIA ; CORRENTI CESARE ; MASSARANI TULLO ; GIORN
anno <1954>   pagina <321>
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Rapporti culturali e giornalistici tra l'Italia e la Romania, ecc. 321
fortuna, lo spettacolo più gradito agli Dei immortali, additavamo il costante lavorio del pensiero rumeno inteso a riconquistarsi un posto al sole;... e le corde spezzate di quella semplice lira fin sotto le ruote del cannone russo ricon­giungersi per fremere una protesta,., è li come dovunque, tutti gli elementi, tutte le forze preordinate alla grande opera rigeneratrice domandare, più che altro, spazio e libertà. E poi aggiunge: Nel voto concorde dell'opinione e della natura, conchiudevamo, il diritto delle genti ha un difensore infaticabile, che sorge puntuale a interrompere la prescrizione, e senza posa martella de* suoi gravami tutti i tribunali del mondo, finché gli si faccia una buona volta ragione.
L'ardente e -virile articolo di Tulio Massarani del Crepuscolo (1855), sembra quasi voler precipitare come un nembo sulla Penisola e minacciare di sgombero i presidi austriaci, ed investire perfino il Borbone di Napoli...
Preso di mira dagli oppressori, il Massarani, dopo aver fatto un viaggio a Parigi, dove visitò Daniele Manin, conobbe Michele Amari ed entrò in dime­stichezza col Montanelli, col Maestri, col generale Carini, si rifugiò negli studi storici e letterari, attendendo fiducioso il maturare degli eventi.
La questione dei Principati danubiani gli stava tuttavia a onore, perchè essa apriva anche lo spiraglio delle sue speranze italiane. Qualunque notizia che giungesse a Milano sugli avvenimenti di quei cari Principati, egli la di­scuteva, la meditava e la destinava a completare il suo articolo sui Popoli della Romania. Inoltre, attraverso i suoi studi, prendeva numerosi appunti sulla geografia, sulla storia, sulla lingua, sulla letteratura, sulle condizioni economiche dei Romeni, e pensava di dare alle stampe un libro sulla storia romena, di cui tante volte l'amico Correnti gli aveva parlato e scritto.
Ma ecco che il cannone tuona a Magenta, che Milano è libera... Il Mas­sarani detta il famoso Memorandum ai popoli e ai Governi civili d'Europa, poi viene eletto nel Consiglio del comune e della Provincia e, quindi, inviato al Parlamento.
L'attività parlamentare interrompe un po' i suoi studi; ma, in compenso, egli avvicina, stringe amicizia con molti studiosi, uomini politici, diploma­tici, poeti, scrittori italiani e stranieri. Tra questi ultimi conosce Constant-in Esarca, storico romeno, più tardi agente diplomatico della Romania a Roma, conosce Dora d'Istria, e altri romeni. Con loro egli discute a lungo della storia, della situazione politica, delle aspirazioni dei Principati uniti, e più di una volta si dedica a far prevalere la loro causa.
Le lettere dei suoi amici romeni, che pubblicheremo nel nostro lavoro, metteranno in giusta luce l'attività del Massarani nloromeno.
La devozione all'ideale dei suoi anni giovanili, la rettitudine di cuore e la sincerità di parola non mancarono mai in queste sue relazioni. In parti­colar modo, l'amicizia con Costantino Esarcu è un vivo esempio. A vicenda essi si scambiarono cortesie, aiutandosi reciprocamente negli studi e nelle ricerche, confortandosi nelle preoccupazioni e nelle speranze.
Così, ad esempio, nel 1874, quando uscirono i due lavori di C. Esarcu: Stefanu Cellumare, Documento descoperite tn Archivele Venefiei de C, E. (Bucuresti, 1874) e Petra Ccrcel, Documento descoperite tn Archivele Venefiei de C. E. (Bucuresti, 1874), il MaBsarani scrisse noìV Archivio Storico Lombardo (a, I, Milano, libreria Editrice G. Brigola, 1874, pp. 315-24) un ampio articolo intitolato Documenti nuovi sulle relazioni tra la Rumenia e la He pub-