Rassegna storica del Risorgimento
1789 ; NICCOLI RAIMONDO ; FAVIO FRANCESCO ; FRANCIA ; TOSCANA
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1954
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327
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/ giudizi di due diplomatici toscani, ecc. 327
tanto più valutabili favorevolmente, quanto più negativamente è stato giudicato il precedente periodo di anarchia e di impotenza governativa, e soprattutto non manca il continuo riferimento alle possibilità di resistenza e di espansione della nazione francese, che i diplomatici non hanno mai nascosto ai governi. Questi ultimi, forse, furono ingannati, più che dalle loro relazioni, dai racconti degli emigrati, essi veramente interessati a dare una loro versione ed un loro giudizio sulla situazione.
Dai dispacci noti appare invece costante la preoccupazione di rendere conto esatto di quanto accade ai governi, magari con accentuazione pessimistica, e non manca di esser valutato, anche esageratamente, quanto si fa in Francia che possa trasformarsi in immediato pericolo per gli Stati della Penisola.
I dispacci dei residenti toscani a Parigi sono conservati nell'Archivio di Stato di Firenze, nell'Archivio della Segreteria degli Esteri (mi. 2334-2335-2336, Carteggio ordinario con il Ministero di S. A. R. alla corte di Francia, rispettivamente per gli anni 1766-1773, 1774-1778, 1779-1794). Frammentario e senza accenni rilevanti agli avvenimenti francesi è il carteggio dei diplomatici toscani a Torino, Roma, Napoli, Malta, Bruxelles, Copenhaghen, Londra, Lisbona, Berlino e Pietroburgo (A. S. F., Segr. Esteri, nn. 2288-2289-2332-2333-2337) nel periodo 1765-1794; integrano le serie fiorentine alcune filze dal titolo Toscane. Correspondance de sa Lcgation à Paris, conservate fino all'anno scorso negli Archivi di Parigi, e ceduti poi a quello di Firenze, contenenti le minute del carteggio ordinario della Legazione con la Corte di Firenze, tra le quali si trovano tracce di quello diplomatico. Dopo questi anni, tra le relazioni degli ambasciatori si trovano sempre meno osservazioni e giudizi, preferendosi piuttosto dai governi, alla ripresa dei rapporti con la Repubblica, l'informazione sui movimenti degli eserciti, ma soprattutto l'esame delle possibilità di penetrazione delle intenzioni riposte nella politica italiana del Direttorio. Non si vede, da molte cancellerie italiane, altra possibilità di scampo se non negli accordi con questo o quello dei più influenti personaggi; è l'atteggiamento della Serenissima, per esempio, indice del mutato interesse della diplomazia italiana, che ormai non cerca più di comprendere la Rivoluzione, ma di avvicinare e trattare con i rivoluzionari. Il carteggio riprende in tal modo l'andamento della ordinaria trattazione degli affari politici, ben presto interrotta anch'essa dalTirrompere degli eserciti napoleonici nella pianura padana, che segna una nuova svolta nell'atteggiamento dei pochi residenti ancora rimasti a Parigi, i quali si trasformano ancor più in presentatori di petizioni e di allettamenti, in cerca di salvare i loro Stati dall'occupazione o dalla trasformazione di regime. La data del 179293 segna quasi dovunque, quindi, un lìmite ad interessi di ricerca intesa a trovare tra le carte dei diplomatici tentativi di comprendere o velleità di giudizi sulla Rivoluzione, ed il carteggio toscano risente anche esso di questo fatto.
II 26 luglio 1774 l'abate cavaliere Raimondo Niccoli presentava le credenziali di incaricato di affari toscano a Versailles, ma già fino dal dicembre' 1769 aveva risieduto a Parigi, frequentando la Corte come Segretario di Legazione. L'ambasciatore cesareo de Mercy Argentean rappresentava presso il Re di Francia anche il ramo cadetto dei Lorena toscani, i quali solevano accreditare a Parigi un personaggio di Tango minore, per attenderò agli affari