Rassegna storica del Risorgimento
1789 ; NICCOLI RAIMONDO ; FAVIO FRANCESCO ; FRANCIA ; TOSCANA
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1954
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329
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/ giudizi di due diplomatici toscani, ecc. 329
dalla corona per superare le resistenze alle fatare riforme, in nome di un rinnovamento sollecitato dall'alto. Lo disorienta l'atteggiamento stesso del sovrano, con le sue contraddizioni e la ricerca di accomodamenti dopo le prime espressioni di severità; ne scaturisce una valutazione pessimistica sullo spirito pubblico francese nel suo complesso: Toutes les oppositions qui on met cantre les vues du Roy me paroìssent en parlant franchement de ces extTavagances doni on ne trouve aucune mention que dans Vhistoire des fran-cois; Vhistoire du sistemo, de la Butte Unigenitus, des duels, des convulsionaires, des billets de confessione ne sont pas au moins bien différentes de celle qui les agite aujourdhuy. On y met la méme importance et le ménte feu, et cela occupe tellement leurs tetes quHls oublient tonte autre chose; ils ne voyent, ils ne par leni pas de la situation des finances de Vètat, qui sont on ne peut pas plus mal, ny oV aucune des choses qui devroient selon moy interesser beaucoup plus la nailon.
H est impossible de prévoir ce qui arriverà de loia cecy.
H dispaccio è del 20 maggio 1771 (A. S. F., Segr. Esteri, 2334), a conclusione di una serie di giudizi, ora fiduciosi ora negativi, sull'operato del governo di Luigi XV e sulle reazioni dei francesi di fronte alla grave situazione delle finanze pubbliche. Ne traspare talvolta il disagio di dover ritornare sulle sue stesse conclusioni, deluse dagli improvvisi mutamenti nel volere del sovrano, che appaiono frutto di intrighi e di interventi illecita. La morte del re gli sembrerà quindi un fatto positivo per gli interessi del paese; il tono delle lettere muta quando comincia a riportare le sue impressioni sui primi provvedimenti del successore, gli piace di lui la probità, la semplicità, la mitezza di carattere unita ad una serena volontà di fare soprattutto gli interessi della Francia, cercando di eliminare i fattori di debolezza nell'organismo statale. Gli piacciono i ministri e ne parla con grande fiducia: Non saprei scegliere un uomo in nessuna parte del mondo a cui io volessi dare il suffragio per Vimpiego di Controllor Generale di Francia come io lo darei a Mr. Turgot, se mia fosse l'ingerenza di nominare un soggetto per occuparlo.. L'È. V. osserverà ... che si saranno veduti in cinque giorni ... tre differenti ministri di marina uon deve perà recar Le meraviglia in un principio di governo; e quel che vi è di vero à che tutti quelli che jw/ora sono stati nominati in tutti gli impieghi sono persone di probità, e sopra delle quali non vi sono tare; si posa l'incertezza sopra i posti, ma non sopra il carattere dei soggetti (disp. 29 ago. 1774, A. S. F., Segr. Esteri, 2335).
Nella corrispondenza è implicito il confronto tra Francia e Toscana, fra Borboni e Lorenesi, tra le conquiste luministiche delle quali gode il Granducato e le difficoltà nelle quali versa la Francia. In questo atteggiamento non è assente una certa esagerazione ed un errore di valutazione storica nel concepire le riforme lcopoldine, come un esempio valido per tutti gli Stati, e ne traspare l'orgoglio di essere membro di una società all'avanguardia in molti campi del diritto pubblico e dell'economia politica.
Dando infatti notizia dell'editto di Turgot sul commercio dei grani, del quale trasmette un esemplare, scrivo: sono persuaso che VE. V. lo porrà sotto gli occhi di S, A. R., alla quale farà cosa grata il vedere come Vesempio delta Toscana sia adottato in questo paese dal Controllore Generale. Credo che incontrerà ancora la soddisfazione dell9E. V., che vedrà una inusitata maniera di comandare ai popoli, cominciando daW istruirli, e dal rendere ragione della logMfii dal confutare le obiezioni fatte e dal prevenire quelle che si potrebbero