Rassegna storica del Risorgimento
1861 ; FIUME
anno
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1954
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pagina
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337
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LE ELEZIONI DEL NESSUNO A FIUME NEL 1861
Fiume, situata all'estremità nord-orientale dell'Istria, separata dalla Croazia soltanto da un modesto corso d'acqua, ha avuto, anche nel periodo risorgimentale, una sua storia dalle caratteristiche tutte particolari.
Infatti il miraggio di un'unificazione nazionale, apparso all'alba del 1848 ai giovani ed alle teste calde di ogni età, che gridano evviva a Pio IX e alla repubblica e che accorrono a combattere e morire contro l'Austria, non può abbagliare i e benpensanti , che, nella situazione creata dagli antagonismi fra le nazionalità del Regno d'Ungheria e dagli appetiti nazionalistici dei vicini, sentono la necessità di affrontare un pericolo ben più impellente, il pericolo cioè di un'invasione croata prospettata fin dal marzo e attuatasi il 31 agosto 1848.
L'occupazione croata impone ai Fiumani una linea politica ben definita: in un primo tempo, impedire che dall'invasione derivi un'aggregazione formale alla Croazia, e in seguito, avvenuta questa, dimostrarne l'ingiustizia e l'illegalità, resistere ad ogni costo a tutti i tentativi di snazionalizzazione e pretendere, con le proteste legali, con le dimostrazioni violente e con la pacifica arma del voto, il ritorno allo status quo ante, cioè alla piena autonomia amministrativa e nazionale, garantita dal nesso diretto colla corona di Santo Stefano.
Fiume, uscita dalle vicissitudini medievali, si era trovata alla fine del Quattrocento incorporata tra i possedimenti ereditari della casa d'Asburgo, in una posizione di cittàprovincia non dissimile da quella di Trieste, con la quale divideva il commercio del retroterra carniolico e austriaco.
Nel corso del '700 due fatti vengono a creare a Fiume una situazione nuova: la assegnazione alla provincia marittimo-mercantile (1752) che la subordina a Trieste, mentre l'apertura della strada Carolina (1771) attraverso il Velebit vi porta il commercio del retroterra croato e ungherese fino allora avviato a Segna.
Nasce allora nei Fiumani l'idea del distacco dalle provincie ereditarie austriache e dell'unione ai paesi della corona di Santo Stefano: l'idea piace alla fertile immaginazione di Giuseppe II quando visita la città nel 1775 e viene attuata da Maria Teresa l'anno seguente.
Senonchè, sia perchè si volle applicare la soluzione che sembrava la più logica e la più semplice, sia perchè si doveva risolvere contemporaneamente anche il problema dell'appartenenza politica di Buccari, che doveva essere riannessa al Regno Croato, il diploma originale decretava l'unione di Fiume all'Ungheria non direttamente, ma per mezzo di una aggregazione alla Croazia.
I Fiumani che non avevano nessuna simpatia per i Croati e che ci tenevano a mantenere la loro posizione di città provincia a saeculis nulli Provin-ciae subdita aul adnexa protestano ed a furia di voti e di memoriali ottengono che il diploma del 1776 venga corretto nel 1779, in modo che la città venga unita direttamente alla corona di S. Stefano come corpus separatum adnexum: