Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; FIUME
anno <1954>   pagina <338>
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338 Attilio Depoli
espressione tipica della mentalità leguleia dell'epoca, che dà l'avvio ad Inter* sanabili polemiche di cui l'eco non è ancora spenta. *)
Le vicende belliche e politiche del perìodo successivo, le proteste delle Provincie austriache e perfino del Sacro Romano Impero, le discordie e le discussioni tra Ungheria e Croazia, fanno sì che la concessione sovrana non assuma forma legale che nel 1807.
La Dieta di Presburgo approvò nella sessione di quell'anno la legge IV che, riconoscendo l'atto di annessione, accordava un posto nella Camera dei Magnati al Governatore di Fiume e accoglieva nella Camera bassa due able-gati della città. Senonchè la Dieta della Croazia inarticolava a sua volta il diploma teresiano e con la legge Vili del 1808, concedeva un seggio al Go­vernatore e due ai deputati della città anche nella Congregazione del Regno di Croazia.
I rapporti non eccessivamente chiari in linea costituzionale fra i paesi della corona di Santo Stefano resero possibile la coesistenza di queste due leggi dall'apparenza contradittoria e Fiume mandò regolarmente i suoi rappresentanti alla Dieta di Presburgo e mandò qualche volta tra il 1825 e il '45 dei delegati, quasi per atto di cortesia, alla Dieta di Zagabria.
Ma ben presto i Fiumani si accorsero che questo atto di cortesia poteva essere loro pregiudizievole in linea di diritto e il Consiglio patriziale dal 1845 in poi si rifiutò di inviare dei rappresentanti a Zagabria, con grande sdegno dei Croati; la Dieta croata del 1847 arrivò a chiedere invano che il Sovrano obbligasse la città ad intervenire alle sue adunanze. *)
Le vicende del 1848 trovano ancora viva la questione dei rapporti tra la Croazia e Fiume: i Croati sostengono la validità della concessione di Maria Teresa del 1776, interpretano a loro modo il diploma del 1779 e le leggi del 1807 e del 1808, proclamano un sopruso il dominio ungherese sulla città: non fa meraviglia che il primo atto di ostilità aperta tra il bano Jellacich, che si rifiutava di riconoscere la validità delle leggi costituzionali ungheresi dell'I 1 aprile 1848, ed il Ministero ungherese, che egli dichiarava illegale, jfosse l'occupazione manu militari di Fiume, considerata parte integrante della Croazia.
Le proteste dei Fiumani contro la patente violazione dei loro diritti sem­brano suggerire una soluzione di compromesso e Francesco Giuseppe nomina il 2 dicembre il bano Jellacich a governatore di Fiume, quasi a dare una veste giuridica ai poteri da lui esercitati de facto sulla città.3)
La costituzione imperiale del 4 marzo 1849 abolisce ogni nesso, non soltanto di Fiume, ma anche della Croazia, con l'Ungheria e sembra ricono­scere una particolare posizione della città, ma questa nel periodo assoluti-
*) Per la storia di Fittine rimane sempre fondamentale l'opera del KQBIÌER., Memorie per la atorta della Liburmca città di Fiume, Fiume, 1896-98, in 3 volumi. Per l'annessione all'Ungheria gono da vedere i documenti raccolti dal RACKI, Fiume gegenUber von Kroatien, Agram, 1869. Una parte del documenti, sempre con commento filo-croato, è stata ristampata in F.'Sigle, Ahriged politicai hietory ofRieka, Paris, 1919, di cui esiste anche un'edizione fran­cese. Vedi anche lo studio del FEST, Fiume Magyarorsxàgho* volò kapcsotàtàsak elòsmè nyoirol ès hatùttairòl (precedenti ed effetti dell'unioni! di Fiume con VUngheria), Szàzadok, 1916.
*> RACKI, op. eh., p. 132.
8 Per questo periodo vedi II mio lavoro Fiume e i Fiumani nel 1848 a negli anni seguenti, in corso di stampa sulla rivista Fiume (Roma, 1952 e sgg.).