Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; FIUME
anno <1954>   pagina <339>
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Le elezioni del Nessuno a Fiume nel 1861 339
etico instaurato al crollo della resistenza ungherese viene considerata parte integrante della Croazia e come tale amministrata, per quanto i bani conser­vino il titolo di governatore di Fiume, quasi a ricordare che questa città ha il diritto, almeno teorico, a non essere considerata alla pari del resto del territorio croato.
In una situazione che ha del paradossale i Fiumani accolgono con favore l'assolutismo, che li libera dalle iniziative snazionalizzatrici della Croazia.*) Infatti i Croati che, all'atto dell'occupazione avevano pubblicamente pro­messo il rispetto della lingua italiana e dei diritti municipali, ben presto ave­vano sostituito la Congregazione Municipale, regolarmente eletta ai sensi delle leggi liberali dell'Ungheria, con un Consiglio nominato dal Governo di Zagabria e avevano fatto i primi passi per eroatizzarele scuole. L'assolutismo centra-listico, contrario a qualsiasi tendenza nazionalistica, è nettamente anticroato; costituisce quindi un pericolo minore dal punto di vista italiano;2) il Con­siglio nominato dal Governo Croato viene sciolto a sua volta e sostituito da un Comitato di dieci onesti cittadini che si rassegnano, in attesa di tempi migliori, a non fare della politica, ma dell'amministrazione; la lingua croata viene eliminata dalle scuole e sostituita dalla tedesca, considerata dai Fiu­mani non pericolosa.
I Fiumani, che contro i tentativi croati avevano protestato in mille mo­di, si adagiano alla situazione e prendono una posizione di attesa; persuasi che l'Italia pensi a loro come a Calcutta,3) guardano all'Ungheria dalla quale aspettano l'aiuto per ritornare alla posizione privilegiata ed alla sicu­rezza nazionale degli anni precedenti l'occupazione di Jellacich: sorge cosi a Fiume e largamente si diffonde il partito, che la polizia stessa chiamerà dell'indipendenza italoungarica. *)
Com'è noto, l'assolutismo austriaco aveva dimostrato, sotto i colpi della guerra del 1859, la sua intima debolezza, ed i circoli di corte di Vienna cominciano a pensare alla necessità di allentare le morse dell'assolutismo e di porre fine ai tentativi, dimostratisi mutili, di germanizzare la monarchia. In Croazia al bano austriaco Coronali, si sostituisce il croato Sokcevic, e si aboliscono le disposizioni anticroate. A Fiume viene inviato da Trento un nuovo conte supremo, il barone De Sterneck, che si dimostrò subito
*) Vedi, per analogia, la dichiarazione che un deputato trentino fa al Ministro Bach nel dicembre 1848: preferire un governo assoluto per tutto lo stato ad una libertà democratica so divìsa col Tiralo Tedesca (P. PROROTTI - E. BROL-B. Rizzi, L'azione parlamentare del Trentino nel 1848-49 a Francofone ed a Vienna, Trento, 1948, p. 314).
2) Perfino il Bano prende il titolo di Stauhalter (luogotenente) e l'uso della bandiera croata viene proibito. (Min. lut., n. 1583, dell'I 1 settembre 1852, Axcb. St. Trieste).
Possiamo immaginare i sogghigni dei Fiumani, quando il Conte Supremo viene silu­rato, perchè si era dimenticato di togliete -i colori croati ad una garrittal (TOMSICH, Notizie storiche sulla città di Fiume, Fiume, 1886, p. 379.
3) L'espressione è tolta da una corrispondenza da Fiume al Giornale di Trieste del 3 gennaio 1849, ed esprime lo stato d'animo degli italiani di Fiume di fronte all'Italia ufficialo ho sempre, dalle trattative del 1848-49 col Kossuth al Putto di Londra, ha voluto ignorare
l'italianità di Fiume.
4) Vedi il VerxeichnU dar Politisch-Kompramittìtrten redatto dalla polizia a Fiume nel 1861-2 (conservato nell'Arch. di Stato di Fiume): fra i molti casi in esso ricordati citeremo quello tipico del carpentiere navale Faustino Zanon òhe per dimostrazione, ora si veste col co­stume ungherese, ora veste i figliuoli alla Garibaldi.