Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; FIUME
anno <1954>   pagina <343>
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Le elezioni del Nessuno a Fiume nel 1861 343
Per fare cessare le dimostrazioni, nella speranza di domare la resistenza dei cittadini, l'autorità statale ordina la proclamazione dello stato d'assedio, già prospettato da un Avvertimento del conte supremo contro le deplorabili dimostrazioni unite da atti di violenza. l)
Lo stato d'assedio fu proclamato il 12 febbraio con un bando che conte* neva queste premesse: I continui tumulti avvenuti di recente sulle pubbliche vie e le dimostrazioni, le quali resero la città di Fiume lo spettacolo di una sfrenata lotta di partiti; di poi la tendenza di trattenere Vinviamento legalmente regolato alla trasformazione politica del paese mediante brutali sfoghi di vio­lenza,, e che necessariamente devono avere funeste conseguenze sul commercio e il da ciò dipendente benessere della città fanno si, che si rende necessario di opporre forza a sì arditi traviamenti. EgU è perciò che trovo di dichiarare con ciò la città e il distretto di Fiume in istato di assedio. Accanto alla firma del bano Sokcevic, appare il titolo di Governatore di Fiume.2) Da notare che il bando è scritto in italiano. Il Tommaseo nel criticare Zagabria che a Fiume negava fuso della somma destinata all'ospizio dei trovatelli, per la ragione che i contratti con le balie erano stesi nel linguaggio d'Italia profano aggiunge: Vero è che il bano di Croazia ha anch''egli parlato italiano una volta. Sapete quando? Quando alla città di Fiume annunziò la legge marziale, arcangelo della morte. 3)
Lo stato d'assedio solleva grande scalpore: il giornale francese Nord lo considera come la folgore che annunzia la tempesta, *) il Comitato di Pest protesta e chiede che a governatore di Fiume sia nominato un ungherese al posto del bano, ne chiedono la cessazione la Congregazione di Zagabria e, a maggioranza, anche quella di Buccari; 5) il bano si riserva di sentire Vienna (e il Tommaseo sarcastico: I Dalmati prima di riconoscere il Bano per difen­sore, chiedono che egli possa qualcosa di più! La via di Vienna, già da gran tempo la conoscono anch'essi). 6)
I Fiumani se ne servono per richiamare sulla loro città l'attenzione dei popoli amici e si rivolgono anche all'Italia: in una lettera rivolta da Fiume alla Perseveranza si dice Le occasioni ad una pubblica rottura sono tante che s'invitano gli italiani a tenersi pronti affine di approfittare anche qui dell'occasione. L'Osservatore Triestino del 21 febbraio protesta contro queste espressioni, ma osserva che i contrasti all'uso della lingua rende il popolo fiero come una belva, un'altra corrispondenza da Fiume afferma: Lo stato d'assedio è un onore che ci assicurò la simpatia di quei popoli (nota il plurale!), ai quali aspiriamo di essere uniti. 7)
l) Sono le parole dclVAvvertimento fallo pubblicare dallo Smaicb il 6 febbraio (0. T.
del 9).
3) Il testo del proclama della notificazione, del tenente maresciallo Moroicic e l'avverti­mento del provvisorio preside del magistrato, Giovanni Martini sono pubblicati dal MOHOVICU,
op. cit., p. 16-18.
3) XM questione dalmata riguardata nei tuoi nuovi aspetti, 1861, ristampata nel volume: II serio nel faceto, Firenze, 1868, pp. 377-8.
*) Gazzetta di Genova del 22 febbraio.
5) Osservatore Triestino del 18, 23 e 27 febbraio. La deliberazione del comitato di Pest e del 18 febbraio (WBBTHBIKEB 13., Graf Julius Andróssy Stuttgart, 1913, p. 383).
6) Op. eU p. 306.
i) Osservatore Triestino dei 25 febbraio.