Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; FIUME
anno <1954>   pagina <344>
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344 Attilio Depoli
Vana infatti era stata l'illusione di domare i Fiumani con le misure coer­citive e le miuaccie: essi non transigono. Il Consiglio dei dieci, conscguente nel sostenere l'autonomia della città così in diritto come in fatto, si rifiuta di delegare dei rappresentanti nel consiglio del neo istituito comitato ohe porta il nome della città, ma che la città non vuole accogliere: il conte supremo si rassegna a farsi insediare a Buccari, non osando convocare a Fiume l'As­semblea comitatense. *)
Intanto, arrivato il 1 marzo, senza che la corte abbia risposto allo indirizzo della città, la Commissione, a suo tempo nominata dallo Smaich, prepara le liste elettorali e, sempre perdurando lo stato d'assedio, vengono indette le elezioni per il Consiglio Comunale.
La relativa Notificazione a stampa, a firma del Capitano civile Smaich, che porta la data del 5 marzo, accorda tre giorni per gli eventuali reclami contro le liste degli elettori e degli eleggibili pubblicate quello stesso giorno e fissa al 9 le elezioni dei 52 Rappresentanti, uno per ogni 300 abitanti; tutto il distretto è diviso in tre sezioni elettorali, per ciascuna delle quali è nomi­nata una commissione incaricata della raccolta dei voti. 2)
L'11 marzo alle ore 10 ei procede pubblicamente allo spoglio delle schede dalle tre commissioni riunite sotto la presidenza del Capitano Civile: fra i 52 eletti ci sono degli italiani puri, ci sono i filomagiari, ci sono di quelli favorevoli alla centralizzazione della monarchia..., ma non ci sono croati o croatofili! 3) Infatti, nella prima seduta tenutasi il giorno Seguente la nuova Rappresentanza decide, aWunanimità, di ringraziare il Consiglio precedente perchè, sebbene di nomina governativa, aveva saputo difendere i diritti della cittadinanza ed interpretarne i sentimenti, delibera di non mandare depu­tati alla Dieta di Zagabria e di mantenersi estraneo agli affari del cosiddetto comitato di Fiume. In pari tempo approva un indirizzo da inviare al Sovrano per chiedere che la città sia liberata dalla dominazione croata mediante l'unione diretta e immediata all'Ungheria.
L'indirizzo, scritto naturalmente in italiano e diffuso a stampa, esprime nel modo seguente le aspirazioni della città:
Maestà!
Nel momento in cui i popoli del Vostro Impero vedono appressarsi il coni' pimento delle loro aspirazioni nate dal Vostro Sovrano Diploma del 20 ottobre 18601 la Rappresentanza di Fiume neWesecuzione dei suoi diritti si fa coraggio, riverente ma leale e franca di portare a Vostra Maestà Sacratissima iterata la fervida preghiera., affine la Città di Fiume col suo Distretto nella sua posizione autonoma venga reincorporata direttamente alVUngheria.
1) O. T. 20 febbraio: da Fiume vi si recarono 4-5 persone.
2) La Notificazione a stampa nella colludono dcll'avv. Francai. Il diritto elettorale era stato regolato nella Istruzione por la prov. organizzazione dei Comitati, Uberi Distretti, ecc.. Un esemplare a stampa ne e conservato nella stessa collezione: tatti questi manifesti dell'autorità croata tono stampati in italiano.
8) I nomi dei consiglieri eletti ci sono stati conservati dal Toaision op cit., pp. 484-5; secondo VOuervator Triestino i votanti sarebbero stati 380 (ma il primo eletto ha 392 voti): fanno detti dei membri del partito magiaro temperati da un tento di membri appartenenti al sistema di centralixzarionei la notizia è dell'austriacante Diavoletto di Trieste (12 marzo).