Rassegna storica del Risorgimento
1861 ; FIUME
anno
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1954
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pagina
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348
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348 Attilio Pepali
H 25 aprile, quasi a riconoscimento della sconfitta, viene tolto alla città lo stato di assedio, dimostratosi inutile e forse dannoso: si cerca evidentemente di blandire la popolazione nella previsione di una nuova consultazione elettorale.1)
Invano infatti la Gazzetta del 25 aprile aveva sostenuto che questo forse maleviso, ma irreparabile nessuno deve chiudere per sempre e per tutti che hanno il ben dell'intelletto, ogni discussione sugli intendimenti della popolazione di Fiume; il 10 maggio deve comunicare che è giunto dal Consiglio Luogotenenziale l'ordine di una seconda votazione diretta essendo quella del 22 aprile ritenuta invalida ed originata da contrapposte influenze, ma osserva che possono fare altre centomila votazioni: siamo certi che i Fiumani posti anche sotto la tortura, sosterranno la loro professione di fede, né verranno meno a quel voto libero, spontaneo di non intervento.
Le nuove elezioni si svolgono nei giorni 20 e 21 maggio: questa volta gli elettori erano stati tempestivamente avvisati e quindi gli astenuti sono pochissimi, appena 41 su 1925 elettori* Fatto lo spoglio, si constata che su 1484 schede deposte 1478 portano ancora la fatidica parola Nessuno, mentre le schede portanti nomi di candidati sono soltanto due! 2)
Nuove min accie e nuove blandizie: il Governo ordina un terzo esperimento e il 9 giugno il Capitano Civile pubblica un manifesto che dice: Per ben due volte ebbe luogo in questo libero Distretto la votazione diretta per Vinvio dei Deputati alla Dieta Croato-Slavona. Tutte le due volte prevalse Videa di votare dì massima, se cioè si hanno da mandare o meno i Deputati alla Dieta mede-sima, ed il risultato riusci negativo, ma continua lo Smaich la questione è risolta dall'art. 7 della legge elettorale: non si tratta di decidere se si debbano mandare Deputati, ma di sceglierli e non c'è tèmpo da perdere, la Dieta è aperta da quasi due mesi! Quindi... terzo esperimento, elezioni il 13 giugno. a)
*) Osservatore Triestino, 26 aprile; il bando è firmato anche questa volta dal Sokéevié come governatore di Fiume; l'assemblea del Comitato riunita a Buccari decide di chiedete che il Bono deponga questo titolo che sembra riconoscere il diritto di Fiume ad una posizione speciale (0. T.: 8 maggio): osserva sarcasticamente il TOMMASEO: Il Bono di Croazia impotente a pro.~ di Fiume accettava però da questa il salario di quattromila fiorini, a dir vero, non fini (op. cit., p. 408).
2) Gazzetta di Fiume e Osservatore Triestino del 22 maggio. Anche questa volta la ripercussione del voto è notevole: la Gazzetta di Genova (25 maggio) ne ha addirittura la notizia da Parigi II Tommaseo ne approfitta per la sua propaganda contraria all'unione della Dalmazia alla Croazia e cori commenta: Fiume che ha provato la banalità, non ne vuole più sapere... di quel che non fece a Fiume, Croazia si scuserà con la propria impotenza. Ma di quello che le fece, rome si scuserà?... I fiumani scrivono la parola di Ulisse: Nessuno. / croati rispondono che coleste sono brighe italiane} ma Ut facezia parrebbe piuttosto omerica (op. cit., p. 409); lo Gazzella di Fiume riporta anche un commento del viennese Fortsr.hrUt.
Sembra strano che tutti gli scrittori che si sono occupati della lotta di Fiume contro la Croazia conoscano soltanto la prima di queste elezioni, ma ciò si deve al fatto che tutti hanno come fonte le Reminiscenze del CtAcicir: queste però sono siate scritte in piena polemica elettorale e pubblicate sulla Gazzetta di Fiume a partire dal 5 maggio 1861, cioè prima che si svolgessero le successive elezioni. Infatti egli, dopo aver dato notizia delle elezioni del 22 aprile e del conseguente voto della Congregazione cosi conclude: Ora rileviamo dover la rappresentanza dentro alcuni giorni indicare i motivi degli occorsi rifiuti e venirle imposto per la quarto volta di destinare i deputati. J fatti da noi qui compendiati appalesano la concordia, l'unità e la reciproca fiducia che ci collega infrateUevole accordo. Con queste divise di eoi possono andare orgogliosi i fiumani In tutti gli eventi potranno vantare di aver sostenuta la loro causa con gloria fermezza (op. cit.. p. 423).
*) Gazzetta di Fiume del 10 giugno.