Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <227>
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L'Austria navale 227
che vennero internati e tenuti in ostaggio, ' molti dei suoi uomini, di sangue italiano, andarono a formare la Marina da guerra della risorta Repubblica Veneta ; ed altri ancora, specialmente ufficiali, salirono * sulle navi sarde dell'ammiraglio Albini, operanti contro l'Austria nel­l'alto Adriatico. Solamente un piccolo numero di marinai era rimasto sotto le insegne austriache. In altri termini, la flotta che ora posse­devano gli Absburgo, non è più quella di prima; era come se in gran parte fosse affondata.
Dai 23 marzo, si può dire, allorché il sangue del comandante Ma-rinovich rosseggiò nello storico arsenale di Venezia, la marina del­l'impero non si chiamerà più I, R. Veneta Marina, ma semplicemente I. R. Marina Austriaca, la quale, dopo queste vicende, si trovò in ben tristi condizioni, specialmente per quanto concerneva il personale.
Il giovane alfiere di vascello Tegetthoff, divenuto aiutante di ban­diera di quell'ammiraglio Martini, austriaco, che cede il comando ge­nerale della marina, per ingiunzione di Manin, nelle mani di Leone
stevano dello sottodirezioni di servizio cosi: Direzione delle Costruzioni TSTavali, Direzione dei Movimenti, Direzione d'Artiglieria. V'era anche un Consiglio di Ma* rina. Per il servizio amministrativo BÌ aveva una parte del Commissariato alle truppe e ai Corpi marittimi, ed un'altra agli Armamenti, al personale, ed alle navi. Poi, per quanto si riferiva alla gestione dell'arsenale, si aveva una Inten­denza per magazzini, pei cantieri per le officine.
D'ordinamento era ciliare ed aveva il vantaggio d'essere brevissimo. Ciascuno quindi poteva ricordare il proprio dovere, compiere quindi la propria missione.
Chiarezza, precisione e brevità erano state prose dalla sapienza degli antichi ordinamenti veneti. Cosi si fosse fatto anche per noi l
1 Orli ufficiali veneti, tenuti in ostaggio dagli austriaci, turo no : i capitani di corvetta Antonio Basilico, Miroslao He Iridi ; il tenente di vascello Pietro Suman ; i tenenti di fregata Stefano Milonopulo, Pietro Paresi, Eugenio Zambolli ; gli ai* fieri di vascello Pietro Vucnssiuovlch, Giuseppe Mancini, Guglielmo Paolucoi, Dionisio Di paraceli!. Pietro Rota, Gaetano Bonamlinl : gli alfieri di fregata Fran­cesco Booco. Cristoforo Malonesso : le giuu-dininarlno Giovanni Moro, Augusto Bianer Marco Costantini ed altri ancora Si cui non ho potuto sapere il nome.
* Il Governo di. (Dorino aveva autorizzato l'ammiraglio Albini ad accogliere Bulle navi della Squadra Sarda quegli ufficiali, veneti ohe si fossero presentati ad offrire i loro servigi per la causa comune.;.
Cosi in Ancona Imbarcava .l'alfiere di fregata Domenico Lombardo, l'alfiere di vascello Ferdinando Bonetti ed il primo tenente di vascello Attilio Bacchia. Di questi ultimi due l'ammiraglio Albini in una lettera al Comandante Generale della Marisa Sarda a Genova, cosi si esprimeva: <t Con apposite, ordino del giorno io fio resa consapevole la Regia Squadra di siffatte superiori determinazioni e mi lusingo che essi due ufficiali incontreranno in tutti gli Stati Maggiori una fi-atollu volo accoglienza .