Rassegna storica del Risorgimento

1861 ; FIUME
anno <1954>   pagina <350>
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350 Attilio Depoli
minata la situazione, ritenne di non poter far altro che sospendere dalla sua attività legale il consiglio dimostratosi irriducibile r)
Di elezioni per allora non si parlò più, anche perchè la Dieta Croata che a sua volta aveva epresso parere contrario alla partecipazione al Consiglio dell'Impero, venne scolta nel novembre. 2)
L'episodio pur inquadrandosi nella tattica astensionistica del Veneto e dell'Istria, che però, nelle sue prime manifestazioni, precede nel tempo e comunque supera nell'unanimità, tj assume un carattere particolare, se­gnando una vittoria per il partito che in nome dell'unione all'Ungheria difende il carattere italiano della città.
Anche contro la Gazzetta di Fiume infierisce la reazione che non può tollerare la sua franca parola: il 25 giugno il Bano della Croazia la ammonisce perchè appalesa già da vario tempo una tendenza la quale è affatto incompati­bile coi riguardi dovuti atta conservazione dell'integrità dei regni della Croazia e Slavonia oppugnando il nesso sussistente fra la città di Fiume e questi regni, e intendendo allo scioglimento di questo nesso ancor avanti la soluzione legale della questione del diritto pubblico dei medesimi.... e l'8 gennaio 1862, in se­guito ad una perquisizione, il Rezza viene arrestato sotto l'accusa di per­
ii Il 26 settembre fu infatti sospesa l'attività della Congregazione, mentre 16 membri di questa venivano incaricati di curare l'ordinaria amministrazione; dei 16 membri 7 rifiutano ogni contatto con l'autorità croata, i rimanenti dichiarano di rifiutare qualsiasi incarico come rappresentanti, non avendo avuto la nomina dal consiglio, ma die, per non inceppare l'anda­mento degli affari economico-amministrativi del comune sono disposti ad assumersene la cura come privati cittadini a cui sta a cuore il bene della città (Osservatore Triestino, 28 settembre e 14 ottobre; Tempo di Trieste: 5 e 15 ottobre). In seguito alle violente dimostrazioni del 25 maggio 1862 ci fu un nuovo invio di un commissario regio con conseguente sospensione dal servizio di tutti i giudici nominati dal Consiglio del 1861 e licenziamento anche della commissione incaricata degli affari correnti.
2) Per la stòria di questa Dieta vedi l'appendice (Anhang) aggiunta al lavoro Si. PEJA-xovid, AJctenstUcke zur Geschidue der kroatisch-slovonischen Landtages und der nationalen Bewegung von J. 1848, Wien, 1861. Sarà interessante ricordare, fra i disegni di legge approvati dalla Dieta, quello riguarante l'uso della lingua, perchè anche questo, per quanto a denti strettì, riconosce l'italianità di Fiume: il progetto nei primi cinque paragrafi stabilisce l'obbligo per tutti di servirsi della lingua sudshtva, ma il 6 fa un'unica eccezione e dispone: Nella eitti di Fiume, con riguardo alle sue condizioni eccezionali, nei reciproci rapporti negli affari poli­tici, giudiziari e commerciali, eselusi però quelli scolastici, è da prendersi in considerazione Vuso della lingua italiana {Anhang, p. 43). Il progetto però non ottiene l'approvazione sovrana, e cosi nelle scuole mantenute dal Comune si contìnua ad insegnare in italiano, mentre anche negli uffici municipali e giudiziari si continua a servirai di questa lingua.
Il rescritto di scioglimento della Dieta è dell'8 novembre 1861; la decisione è motivata con la lunga durata della sessione in contrasto con la modesta attività legislativa (Anhang,
p. 68). *Tw
3) Ho già rilevato (noia 2 di p.332) che le due deliberazioni della Congregazione fiumana Bono
del mese di marzo e quindi anteriori alle due votazioni del 10 e 15 aprile della Dieta di Parenzo, nonché alle rianioni delle Congregazioni del Veneto svoltesi tutte durante il mese di aprile ed olla seduta della Dieta di Zara che è del 18 aprile: si trattava comunque di riunioni di organismi amministrativi poco numerosi composti di persone che potevano facilmente rendersi conto dell'importanza del voto; sarà invece caratteristico dell'atteggiamento dei Fiumani la costanza irriducibile e l'unanimità del suffragi popolari. Nell'Istria, sciolta la Dieta del Nessuno, voto che non fu di tutti, nelle nuove elezioni svoltesi in settembre risultò eletta una maggioranza governativa che ri affrettò a delegare i deputati, nel Veneto ben 395 consigli di comuni rurali ri erano riuniti ed avevano designato dei deputati. (Da vedere GIUSEPPE Sotrrao, La prima campagna elettorale politica nel Veneto nella primavera del 1861, Padova, fase, giugno 1940, pp. 39-47).