Rassegna storica del Risorgimento
LAMENNAIS (DE) F?LICIT? ; COSTANZO SALVATORE ; SICILIA
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1954
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Fortuna di Lamennais in Sicilia
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Per quanto concerne il lato politico, non va trascurato di ricordare quanto il Mazzini ai sentisse attratto verso le idee del Lamennais democratico. Quando comparvero le Paroles d'un croyant il Mazzini scrisse da Londra una lunga lettera a Gaspare Ordono de Rosai es, che è un progetto particolareggiato di tradurre le parole e diffonderle in Italia con una sua prefazione (Ed. Naz, IX; Ep., II, 358-360). Il Mazzini, quantunque dal Lamennais diviso in alcuni punti, venerò ed amò l'Abate francese e ne fa un grande ammiratore. Il Lamennais, mi riferisco ai suoi scritti di carattere politico, fu molto tradotto in Italia. L'influenza di questo scrittore nel nostro paese costituisce una pagina assai interessante della nostra storia della prima metà dello scorso secolo. Sul riguardo è ricco di informazioni il libro del compianto Guido Zadei di Brescia, uscito nel 1925 sotto il titolo: L'Abate Lamennais e gli Italiani del suo tempo (ed. Gobetti), al quale qualche anno dopo seguiva altra importante pubblicazione dello stesso sempre sul medesimo argomento, e cioè quella intitolata: L'Abate Lamennais e la fortuna delle sue opere in Italia. Saggio bibliografico, Brescia, 1926-8, Scuola Tip. Ist. Figli di Maria.
Ma scopo di questa mia breve comunicazione è quello di accennare alla fortuna del Lamennais in Sicilia per quel che concerne gli scritti politici. Non che il suo pensiero filosofico e religioso non vi sia stato noto, che anzi esso vi fu studiato e discusso in opere dei filosofi siciliani più qualificati, come in quelle dell'eclettico, seguace di Cousin, Padre Salvatore Mancino, in quelle del giobertiano P. Romano ecc. ...; la teoria lamenncsiana del senso comune, del criterio della verità, vi fu commentata ed esaminata. Ma questo aspetto del pensiero del Lamennais esula dalla presente comunicazione che ha riguardo solo al pensiero politico, democratico e liberale dello stesso. Sul riguardo va rilevato che la diffusione delle idee politiche del grande scrittore di Saint-Malo preoccupò non poco il Governo borbonico, il quale istituì una oculata censura allo scopo di impedire che pubblicazioni del medesimo entrassero in Sicilia.
Nel maggio 1841 il ministro Segretario di Stato della Polizia generale, Marchese Del Carretto, scriveva da Napoli a Palermo, e precisamente al Luogotenente generale di S. M. in Sicilia, perchè venisse impedita la circolazione dell'opuscolo del Lamennais intitolato: // paese ed U governo, uscito già in Francia nel 1840, violentissimo scritto contro la Monarchia di luglio, la cui pubblicazione doveva costare al Cappellano della Democrazia così il Lamennais venne chiamato un anno di reclusione. Al Marchese Del Carretto era pervenuta dall'Intendente di Messina nel tempo stesso che per le vie diplomatiche copia dell'opuscolo, pernicioso scritto, così egli lo qualificava, la cui traduzione diceva anche essere opera di certo Salvatore Costanzo, rifugiato a Malta. Il governo borbonico pertanto si preoccupava anche di sapere dove il Costanzo fosse e di seguirne le piste.
Effettivamente lo scritto del Lamennais era stato tradotto dal palermitano Costanzo, con prefazione ed arricchito di note, a Malta (presso la tipografia di D. Felice Izze), *) dove il Costanzo, costretto dalla situazione
*) Presso lo stesso tipografo veci no pub Mi cu tu la traduzione del Libro del popolo, nel 1839, ad opera di tal Nicolò Volterra Zaointio (un esemplare dolio stesso trovasi presso la Biblioteca Comunale di Macerata). A quanto ai può arguire, in Malta il movimento lamennc-siuno non mancò di essere vivo.