Rassegna storica del Risorgimento

LAMENNAIS (DE) F?LICIT? ; COSTANZO SALVATORE ; SICILIA
anno <1954>   pagina <354>
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354 Eugenia Di Carlo
politica, aveva trovato rifugio. Lo Zadei, che elenca le numerose traduzioni fatte in Italia degli scritti del Lamennais, in particolare anche di questo del 1840, nulla sa di questa traduzione del Costanzo.
Intanto chi era costui?
Salvatore Costanzo era nato a Palermo nel 1804. Figlio di un magistrato e di madre discendente da una antica famiglia nobile di Genova, avvocato, si era dato però agli studi letterari. Negli anni 1837-38 sappiamo anche da una lettera di lui, inedita, conservata nel Museo Centrale del Risorgimento in Roma 2) che egli diresse a Palermo il giornale di scienze, lettere e belle arti: II Siciliano, nel quale collaborarono uomini come Paolo Giudice, più tardi Paolo Emiliani Giudice, il poeta Felice JBisazza di Messina, il Principe di Scordia, Ferdinando Malvica ed altri. Avendo il Siciliano ristampato una poesia di Franco Maccagnone, Principe di Gran stelli, in morte di Dome­nico Scinà, venuto meno nel colera del 1837, il Costanzo fu posto in prigione, rimanendo dimenticato, fino a che nel 1838 la moglie potè liberarlo per gli ordini di Ferdinando IL
Ma non potendo più reggere alle vessazioni della polizia, come egli stesso racconta, ottenuto il passaporto, egli lasciò la Sicilia e si rifugiò a Malta, dove per tirare innanzi la vita, come egli stesso scrive, fu costretto a fare il maestro di letteratura italiana e a compilare un giornale:// corriere maltese. Scrisse su altri periodici, tra i quali: L'Aristide, e combattè il governo di Na­poli con idee favorevoli all'unità d'Italia. Ma non potè più a lungo rimanere nell'isola. Nell'agosto del 1841 egli su un brigantino inglese si portò ad Algeri, e, dopo un certo soggiorno in questa città, si trasferi in Spagna, dove rimase fino alla morte (1868), senza più rivedere la terra natale, e dove pubblicò molti scritti letterari, storici e politici, per cui il suo nome figura nel Dizio­nario Enciclopedico JHispanoamericano de literatura ciencias y artes (tomo V, 2* parte, p. 1220) ed in altre pubblicazioni.
Il Costanzo nella sua patria adottiva svolse anche opera politica in senso liberale, scrivendo in corretto castigliano le sue migliori pubblicazioni. Fran­cesco Guardione, che nella sua opera: Il dominio dei Borboni in Sicilia dal 1830 al 1861, Palermo, 1891, non ha mancato di ricordare con qualche noti­zia il Costanzo; lo presenta anche come traduttore dell'altra famosa opera del Lamennais: Paroles d'un croyant, uscita in Francia nel 1834, 2) che tanto scalpore sollevò al suo apparire in tutto il mondo civile europeo.
Questo scritto di alta inspirazione lirica e di deciso contenuto politico e so"ciaIe, inspirato a democrazia e a idee sociali, ebbe una enorme diffusione e suscitò una profonda impressione. Le Cancellerie europee se ne preoccu­parono, soprattutto quella austriaca e quella russa.
') Riprodotta in appendice
2) Anche nel Dizionario dei Sieiliani Mastri, Palermo, 1939, si parla di tuia traduzione italiana delle Paroles... dovuta al Costanzo, mentre non si accenna olfatto alla traduzione dell'opuscolo: Le pttys et le gouvernement, compiuta dal Costanzo senza dubbio alcuno (v, op. ed., p. 138 alia voce: Coetaneo Salvatore).
Nel Dizionario del IiisorgimanM (voi. il, Le persone, p. 777) il Guani Ione scrìve anche che il Costanzo tradusse le Paroles..., ma non indica nò la data, nò il luogo di pubblicazione. Il Costanzo è ricordato pure nel volume anonimo: Crispi per un antico parlamentare, col suo Diario della spedizione dei Mìllu, Roma, Ifl'tu, p. 154. Il Crispi nel 1859 fu a Madrid e vi rivide il Costanzo.