Rassegna storica del Risorgimento
LAMENNAIS (DE) F?LICIT? ; COSTANZO SALVATORE ; SICILIA
anno
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1954
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pagina
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355
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Fortuna di Lamennais in Sicilia 355
U Principe dì Mettermeli assicurava che questa brochure aveva prodotto nel Belgio una scossa analoga a quella della rivoluzione del 1830. La suprema autorità ecclesiastica, e cioè Papa Gregorio XVI, corse ai ripari mediante l'Enciclica: Singularis nos (17 luglio 1834), nella quale venivano condannate insieme le Paroles... ed il sistema filosofico della ragione generale, che, come in essa è detto, in dispregio delle sante ed apostoliche tradizioni, cercava la verità dove essa non si trova, mettendo avanti dottrine vane, futili, incerte. *)
Il libro corse per la penisola e dovette avere presto una certa diffusione in Sicilia, se il Ministro Del Carretto, scrivendo al Luogotenente di S. M. in Sicilia il 31 maggio 1844, deplorava circolasse tra i giovani di Palermo, i quali, a detta del Ministro, ne traevano massime condannevoli in fatto di politica e di religione. Ma che sia stato tradotto dal Costanzo non possiamo affermare con sicurezza, non ostante quanto, come abbiamo visto, ne scriva il Guardione: per cui è da ritenere o che circolasse in Sicilia l'originale francese o qualcuna delle traduzioni e furono parecchie eseguite nella penisola.
Ma se il Lamennais ebbe tra i Siciliani un suo esaltatore in Salvatore Costanzo, non mancò d'altra parte di trovare è della dottrina politica che ci interessiamo un contraddittore ed oppositore in un altro Siciliano appartenente all'ordine dei chierici regolari Teatini. 2) Si tratta del P. Domenico Lojacono, che su La Voce della Ragione, la rivista di Pesaro, della quale xeno degli estensori, come è risaputo, era il Conte Monaldo Leopardi, pubblicò in due puntate nel 1834 un articolo: Sulle parole di un credente.3) In questo suo scritto il Lojacono trova contraddittorie le idee sostenute anteriormente dal Lamennais con quelle espresse nelle Paroles... Esattamente il Lojacono rileva che il concetto democratico negli anni anteriori a questo scritto era stato già dal Lamennais combattuto. Entrando poi nel merito della pubblicazione, osserva che la Chiesa non ha mai promosso e positivamente approvato la democrazia, e dichiara la Chiesa essenzialmente monarchica in quanto essa ritiene la monarchia la forma migliore di governo (p. 138). Era senza meno la critica all'interpretazione democratica del Cristianesimo. L'autore di essa era quel P. Domenico Lojacono, nativo di Siculiana (provincia di Agrigento), allora residente in Roma e che fu in seguito Vescovo di Agrigento. Antiliberale e antidemocratico, il Lojacono si rivelò anche successivamente, in occasione della rivoluzione siciliana del '48. 4) Fu infatti uno dei pochi Religiosi contrari al Governo rivoluzionario, ragion per cui, allo
'*) v. PAUL DUDON, Lamennais et le Saiht-Siìge (1820-1834). D'apri dea documenta inèdita et le Ararne du Votican, Paris, 1911, p. 307. e sgg.
?) Era passato nell'ordine dei Teatini nel 1830, dopo essere stato prima nella Compagnia li Gesù. Fa per molti anni a Roma, a S. Andrea della Valle (vedi: NABBOKE, Bibliografia nicttla sistoniaiica. Voi. 117, p. 318).
3J v. Tomo X, art.. 1, 13 lnglio-30 settembre 1834, da p. 93 a p. 107, e art. II da p. 129 a p. 142. Le due puntate cono a firma di D. Lo-Jaconio C. R. T., ma nell'Indice alfabetico (Tomo X, a p. 29) il LcJocomo diventa Lo-Jacono, e questo è il suo vero nome. Infatti poi nel Tomo XI, 15 ottobre-31 dicembre 1834, da p. 257 a p. 282, un altro articolo; Lo Spirito della Chiesa, è a firma di D. Lojacono.
J) j] jjn qui nel suo libro sul TapareUi, Paris, 1943, scrive che il Lojacono allo scoppio della rivolu/Jone scrisse una lettera pastorale contro i liberali.