Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <228>
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M
G. Goimi
Graziani e che s'era ridotto a Trieste con la medesima carica eli'egli aveva perduta a Venezia, la tratteggia in una lettera ai padre cosi : Noi non abbiamo marinai a meno che non ì voglia chiamar tali tutti coloro che indossano la giacchetta azzurra. Invece di prendere dalla marina mercantile dei marinai che, mediante una conveniente paga, si sarebbero facilmente trovati in numero sufficiente, si è andati a reclutare, con paghe irrisorie, i marinai italiani nelle vie di Trieste e fra i contadini dell'Istria e della Dalmazia. Allorché bloccammo Ve- nezia, sì è potuto constatare il risultato di questa infelice economia, perchè la maggior parte degli uomini soffrivano il mal di mare, e gli altri, annichiliti dalla paura, Testavano accasciati sotto i ponti .
L'aiutante di bandiera dell' ammiraglio Martini si ingannava sulle ragioni per le quali la marina austriaca non potè possedere allora marinai degni d'essere cosi chiamati. Non era una questione di da­naro. Si trattava d'avere volontariamente degli uomini alti al mare, che volessero combattere sul mare contro Venezia. Ora, per averli, si sarebbe dovuto ricorrere alle popolazioni rivierasche dell'impero, le quali erano di sangue italiano e che perciò mal affidavano della loro fedeltà al governo di Vienna. Né si sarebbe altrimenti potuto ovviare alla mancanza del personale, lamentato da Tegetthoff, ricorrendo al­l'arruolamento coatto dei marinai del Lloyd o dei velieri adriatici, perchè anche costoro erano di sangue italiano e quindi presentavano per le autorità austriache quei medesimi inconvenienti per i quali a Pola vedemmo sbarcare ed internare gli I. R. marinai di lingua veneta. Gli uomini, che vennero arruolati per la marina austriaca e che die­dero le prove indicate da Tegetthoff nella lettera al padre, erano po­veri contadini sloveni, servi di proprietari istriani o manuali ignoranti della Croazia, vagabondi per le vie di Trieste. Ciò, invece; che dalle parole del giovane alfiere di vascello apprendiamo noi italiani con dolore, si è come mai la marina veneta (come pure fece la sarda e la napoletana) che pur aveva uomini provati al mare, non seppe, contro un avversario cosi moralmente debole, irrompergli addosso e risolvere fin d'allora la questione dell'Adriatico, che oggi ancora si dibatte
Ma proseguiamo nella nostra narrazione.
L'alfiere di vascello Tegetthoff, nel tratteggiare al padre la com­posizione degli equipaggi austriaci, c'informa che al blocco di Venezia essi si dimostrarono deftcientisaimi. Non è qui il caso di rinarrare la campagna navale italo-austriaca del 1848-49 Vj ma non è inoppor­tuno, per il filo logico del nostro lavoro. Accennare, sia pure somma-
Giuseppe Gerani - La Campagna Adriatica del 1843-49 o la Famiglia Mameli Firenze 1915.