Rassegna storica del Risorgimento
UNGHERIA ; T?K?RY LAJ?S ; SICILIA ; GARIBALDINI
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1954
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Gaetano Falzone
a Palermo, la produzione su Ttikttry, specie quella giornalistica, non è scarsa.
Il Tiikory, come è noto, aveva combattuto con onore nel 1848-49. Caduta la libertà magiara a Vilàgos il Tiikory si era arruolato nelle milizie del Sultano. Su tale periodo nulla oggi sapremmo se non ci fosse stato il lavoro del Tóth cui abbiamo fatto riferimento. Dopo il periodo turco, il Tiikory, rifiutando la grazia absburgica, riabbracciata un'ultima volta la madre, venne in Italia. Nel Piemonte era in corso di costituzione una Legione Ungherese. Al Tiikory nel gennaio del 1859 venne affidato il comando del quarto battaglione. L'armistizio di Villafranca che spezzava la speranza degli esuli ungheresi di poter irrompere in Ungheria da liberatori poneva loro la necessità di una decisione definitiva. Molti chiesero di entrare a far parte dell'esercito regolare piemontese e fra essi il Tiikory cui fu concesso. Ma il 5 maggio 1860 lo vediamo insieme al Tiirr e al silenzioso sergente Goldberg fra i venturieri in attesa di partire al seguito di Garibaldi. G-. C. Abba lo ricorda al passo di Renda vicino Palermo. *)
Alla testa di una trentina di uomini il tenente colonnello Tiikory, venuto alla prinialba del 27 maggio l'ordine di Garibaldi di puntare sulla città, si avviò su Palermo. Al suo sangue freddo e al suo provato valore il condottiero aveva affidato la testa della colonna e l'onore dei primo scontro. Egli non aveva mancato alla fiducia. Mentre i picciotti di La Masa, nuovi al fuoco e avvezzi ad una particolare guerriglia, attraversavano un momento di panico, il Tiikory era riuscito a tenere impavido la linea e rincuorare tutti col suo aspetto fermo e privo di iattanza. Al Bivio della Scaffa le palle nemiche lo rispettarono. Non fu neppure colpito al Ponte dell'Ammiraglio, dove trovarono tuttavia la morte parecchi dei capi delle squadre siciliane, i quali in tal modo, mentre il sole non era ancora sorto, testimoniarono dello spirito di ripresa, della gagliardia e dell'audacia dei sic ubi. Ma a pochi passi dalla Porta di Termini il piombo borbonico non doveva risparmiare neppure lui. Il suo contegno fu esemplare. Testimonia infatti l'Abba: Tiikory era caduto poco prima ferito. Ed io lo avevo udito dir con dolcezza a due che volevano trasportarlo in salvo ; andate, andate avanti! fate che il nemico non venga a pigliarmi qui.
Di urgenza fu trasportato nella casa del principe Oneto di S. Lorenzo sita nella via Bosco, e durante la notte trasformata in ospedale. Notizie abbondanti sulla permanenza e il decesso dell'ungherese nel detto palazzo ricaviamo da un attendibile diario dell'epoca, quello del Beninati, 2) Sta di fatto che il Tiikory si conquistò, con la dolcezza delle sue espressioni e con la crudezza stessa della sua sorte, le simpatie di tutti i cittadini che in gran numero si recavano a visitarlo o a stazionare per la via. Donna Caterina Faija, moglie del prof. Ugdulena, lo curò amorevolmente. Ma a nulla valse l'affetto di un popolo. Il 7 giugno, nonostante l'amputazione della gamba
?') II tenente colonnello Tiikory cavalca su e giù per In strada, esercitando un morello che non tocca la terra tanto è vispo. Giovanissimo pel suo grado, quest'ufficiale mi pare l'immagino viva dell'Ungheria, sorella nostra nella servitù. La Bua faccia, d'un pallido scuro, è fine di lineamenti e illuminata da un par d'occhi fulminei e mesti. (Da Quarto al Volturno).
2) Cfr. A. BENINATI, Diario dal 1 maggio al 19 giugno 1860 (27 maggio), pubblicato nel volarne edito dal Comitato Cittadino pel cinquantenario del 27 maggio, libro che ha per titolo: Documenti e Memorie della Rivoluzione Siciliana del 1860, ed. Maratta Abate, Palermo, 1910.