Rassegna storica del Risorgimento

UNGHERIA ; T?K?RY LAJ?S ; SICILIA ; GARIBALDINI
anno <1954>   pagina <369>
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Memorie e tradizioni di garihaldinismo ungherese in Sicilia 69
sinistra, egli moriva. Garibaldi ne dava annunzio con un proclama che è certo uno dei più bei documenti dell'amicizia italo-ungherese durante il Risorgi­mento. *) Sui suoi funerali abbiamo varie testimonianze, ma le parole dello Abba in cui riecheggia il sentimento corale di un popolo, come il siciliano, impulsivo e fondamentalmente buono, restano insuperate.2)
Garibaldi che aveva subito ribattezzato col suo nome la nave borbonica Veloce passata ai garibaldini in quei giorni, lo ricorda nel 1880 in una lettera a Kossuth con fiere espressioni. 3'
Dopo Tiikory che il mirabile sacrificio pone alla testa del manipolo dei volontari transilvani per l'Italia il pensiero va a Stefano Tiirr. H Tiirr operò certamente per l'Italia più. a lungo ed efficacemente di Ttìkory che la morte strappò nel fiore della giovinezza. La sua opera fu complessa ed esulò dal campo schiettamente militare investendo quello diplomatico e politico e quello industriale e finanziario. Non è nostro compito di trattare di questa poliedrica attività. Desideriamo solo ricordare che il nome di Turr è rimasto vivo in Sicilia per essere egli stato il comandante di quella 15a Divisione che accolse nei suoi ranghi il fiore dei picciotti che egli seppe tenere avviati con energia e con tatto. L'azione di comando del Tiirr è ricordata dal Peco­rini Manzoni che dopo essere stato ufficiale della Divisione se ne fece storio­grafo. s) E il nome di Ttìrr è ricordato per la sua partecipazione ai funerali di Tukdry. Turr, figura stagliata nel ferro, non fatta a mostrar dolore ri­corda l'Abba camminava alla testa del corteo, dimesso, accorato, pareva condotto a morte.
Ad Alessandro Teleky, il D'Artagnan ungherese, che nel 1860 venuto a Palermo sulla scia dei Mille suscitò tanto interesse, dedica un suggestivo capitolo della sua opera la scrittrice ungherese Etelka Hory. 6)
Questo nostro contributo alla conoscenza dei rapporti tra italiani e ungheresi durante il Risogimento, portando la lente dell'esame su una sola
*) Il Colonnello TUkory e morto diceva quel proclama i Cacciatori dell Alpi per­dono oggi uno dei migliori compagni! Varese, Como, Calatafimi, Palermo videro TttJcBry primo fra i primi assaltare il nemico. Nell'ultima pugna egli conduceva i coraggiosi soldati ed ufficiali delle Guide che chiesero l'onore di entrare i primi a Palermo. Morì oggi dette sue ferite il prode, l'intrepido, il buon ungherese, il degno rappresentante della terra classica della bravura, della so­rella d'Italia. I figli di questa terra risponderanno al grido di guerra contro la tirannide echeggiante sulla sponda del Danubio, nel giorno che le rotte catene de' nostri fratelli saranno fuse in daghe per combattere gli oppressori. Si, gli italiani giurano sulla tomba dello eroico martire che la causa dell'Ungheria è la loro, e che cambieranno coi loro fratelli sangue per sangue.
2) C'eravamo tatti, fino i foriti che hanno potuto venir fuori dalle case, dagli ospedali, tutti! Dalle finestre piovevano fiori sul feretro, su noi. E dai fiori e dalle foglie di lauro veniva un odore che mi faceva il senso di un soave morire. Si aggiungevano il silenzio della folla, e gli atti delle donne bianche, inginocchiate sui balconi e piangenti. Era nno sgomento che pareva avesse pigliato fin le pietre. Vidi certi dei nostri, duri e invecchiati a ogni sorte di prove, andar innanzi con faccia sbigottita, spenta.... (Da Quarto al Volturno).
3) Cfr. L. TÓTH e L. ZAMBRA, Catalogo della Mostra Garibaldina di Budapest, 1932, nn. 230-1.
*) Cfr. Arresto, processo e condanna del col. Tiirr narrati da lui medesimo, Torino, 1856; STEFANIA TOUR, L'opera di Stefano Tttrr nel Risorgimento italiano, Firenze, 1928; BELA GONDA, Tìlrr tébornok, Budapest, 1925; E, KASTNER, Edanno Turr en 1860, Budapest, 1929; E. KAST-NEB, // contributo ungherese nella guerra del 1859, Firenze, 1935; G-. FALZONE, Italia e Ungheria nel Risorgimento, Palermo, 1940.
5) Cfr. C. PECORINI MANZONI, cit.
ti) Cfr, E. HOHY., Ero?transilvani con Garibaldi, Milano, 1932.