Rassegna storica del Risorgimento

1779 ; TOSCANA ; PIETRO LEOPOLDO GRANDUCA DI TOSCANA ; STATI UN
anno <1954>   pagina <371>
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LA RIVOLUZIONE AMERICANA E IL PROGETTO DI COSTITUZIONE DEL GRANDUCA PIETRO LEOPOLDO
Una questione che ogni tanto si ripropone, da diversi anni a questa parte, è se il Granduca Pietro Leopoldo, allorché nel 1779 si accingeva a preparare una costituzione per la Toscana, avesse o no subito l'influenza delle costituzioni americane promulgate proprio nel giro di quegli anni.
Alcuni studiosi rispondono in senso affermativo, e fra questi lo Zimmer-mann *) tanto per citare il primo ed il più autorevole, ponendo a raf­fronto i testi delle due costituzioni, crede di vedervi addirittura la traduzione letterale di alcuni passi.
Altri, e di recente il Mori, 2) considerano la costituzione toscana come il necessario coronamento di tutta la vasta opera riformatrice di Pietro Leo­poldo, opera che investe il campo economico, amministrativo, giuridico e religioso. Il Mori, anzi, tende a dare un eccessivo rilievo all'opera dei collabo­ratori toscani, insistendo erroneamente a nostro modo di vedere sul carattere autoctono del riformismo leopoldino.
A noi sembra che il problema vada considerato entro il quadro più vasto dell'influenza che la rivolta delle colonie inglesi poteva aver esercitato in Europa, in Toscana e dato il carattere paternalistico delle riforme leo-poldine sull'animo dello stesso sovrano. Soltanto riscontrando una tale influenza in linea generale, si potrà attribuire un valore determinante a taluni particolari e si potrà stabilire se certe analogie, che saltano agli occhi, vadano attribuite alla comune derivazione dallo spirito razionalista dell'illuminismo settecentesco oppure a un rapporto d'influenza più o meno diretta.
L'influsso che la rivoluzione americana esercitò sul pensiero e sull'azione politica dei vari stati europei fu di diversa intensità. Naturalmente la riper­cussione maggiore si ebbe in Francia, dove non solo stimolò in modo gene­rico l'ardore rivoluzionario, ma dove costituì anche almeno fino ad un certo momento un modello da imitare.
Dopo la Francia, però, il paese che accolse con maggiore simpatia ed interesse l'eco dei fatti avvenuti oltre Oceano fu la Germania. Ivi i giornali dettero il massimo rilievo alle notizie americane e la rivoluzione delle colonie inglesi era l'argomento preferito delle conversazioni, soprattutto nell'ambiente degli studenti universitari.
Basterà ricordare che poeti come Klopstock e pubblicisti fra i più famosi, come il radicale Daniel Schubart, inneggiano ad essa con il massimo fervore.
Del resto questo interesse per la causa americana è in armonia con certo spirito preromantico, anelante verso mondi sconosciuti, verso una umanità nuova o rinnovantesi in una natura primitiva e non ancora corrotta dalla civiltà.; esso è anche in armonia con lo spirito rivoluzionario dello
1) J. ZiMAT-BKMANN, DM Verfasauitgaprojnhi dee Grosshutsogs Pater Leopold von Toscana,
Heidelberg, 1901.
2) B. MOKI, Le ti/ormo teopoldme nel pensièro degli ecortàmtm toscani del '700, ed. San-
Osi, Firenze, 1951.