Rassegna storica del Risorgimento

1779 ; TOSCANA ; PIETRO LEOPOLDO GRANDUCA DI TOSCANA ; STATI UN
anno <1954>   pagina <372>
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Carlo Franeovich
Sturiti und Drang, che solo dopo gli avvenimenti del 1776 comincia ad agi* tare gli ideali repubblicani.
Ma, passando a cose più concrete, vi è un altro fatto che con la rivolu­zione americana viene a scuotere l'opinione pubblica tedesca. Vari principi e signori del sacro romano impero impinguavano le casse bisognose di denaro prestando battaglioni di mercenari alla Corona inglese. Si distinsero parti­colarmente in questo commercio di uomini il langravio di Assia-Kassel e il margravio di Ansbach.
Contro un tale stato di cose insorsero scrittori, pubblicisti e uomini poli­tici, i quali agitarono la questione con i loro avversari di fronte all'opinione pubblica, che da allora cominciò a seguire con favore ognor crescente la causa dei rivoltosi americani.
Sorse cosi anche la polemica - fondata questa volta non su un'asser­zione teorica, ma su un dato concreto se i popoli avessero o no il diritto di ribellarsi al loro legittimo sovrano. Le due tesi furono sostenute con calore e non senza asprezza dalle due parti: vedremo in seguito come il Granduca di Toscana, opponendosi ai legittimisti, risponderà in modo affermativo alla dibattuta questione.
Siffatto interessamento per gli avvenimenti della Nuova Inghilterra fece sì che in Germania si venissero a conoscere già molto tempo prima della rivoluzione francese le costituzioni nordamericane. *) Ci sembra quindi cosa evidente che Pietro Leopoldo, il quale come probabile erede del trono imperiale seguiva con molta attenzione gli avvenimenti politici della Germania, avesse notizia di queste polemiche e degli argomenti in discussione.
Del resto di questo interessamento del Granduca di Toscana per le vi­cende d'oltre oceano abbiamo diverse prove: prima di tutto i-suoi rapporti con l'avventuroso Filippo Mazzei, il fiorentino che dopo avere peregrinato attraverso l'Europa e l'Asia minore, andò a stabilirsi per l'appunto in Vir­ginia, la cui costituzione, a detta dello Zimmermann, avrebbe tanto influito sul progetto abbozzato da Pietro Leopoldo. H Mazzei entrò in diretto con­tatto con il Granduca durante l'anno 1765 per certe sue faccende private, contatto che gli giovò molto, poiché quando nel 1772 si decise a partire per la Virginia, Pietro Leopoldo non solo gli concesse e gli facilitò l'esportazione dalla Toscana di merci e di emigranti, ma indicò inoltre una specie di inte­resse per la (sua) prosperità. 2)
E ciò si spiega, perché il Mazzei partendo si era impegnato di inviargli relazioni dettagliate intorno a quanto accadeva sull'altra sponda dell'oceano. Cosi in realtà avvenne, poiché lo stesso Mazzei ci fa sapere di averlo piena­mente ragguagliato di tutto riguardo alle cose d'America, in modo parti­colare a cominciare dallo scoppio della rivoluzione. 3)
Esiste infatti una lettera di Beniamino Franklin diretta al Mazzei, in cui si leggono queste parole: X ani myself mach pleasetU that you lume seni a
) F. VÀUAYEC, Die JBntoUhung dar potitUdun Slrtimungan in Dauuchland (I770~18l5)t Miinohen, 1951, p. 147 e sgg.
*) Lettere di Filippo Musavi olla corto di Polonia (,1788-1792) a cura dì B. Ci ani pi ni, ed. Zanichelli, Bologna, 1997, voi. I, pp. 34-35.
vmd.