Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; SLAVI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <378>
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ATTEGGIAMENTI DOTTRINARI E GIORNALISTICI DEL RISORGIMENTO SLAVO DI FRONTE ALL'ITALIANO
Nel 1952, parlando a Mantova, al XXXI Congresso nazionale di sto­ria del Bisorgimento, sul tema Giornalismo e Risorgimento italiano, *) dicevo ad un certo punto che, anche un esame comparato del manifestarsi dell'idea di nazionalità nel giornalismo dei vari popoli (idea giornalistica, che talora segue le orme di un grande pensatore, tal'altra no, ma che, in ogni modo, differisce da paese a paese), potrebbe esserci di qualche utilità, e potrebbe anche aiutarci a spiegare comprensioni ed incomprensioni che l'Italia ha incontrato in vari momenti dei suo Risorgimento.
Poi, fatto un rapido esame dell'accezione che ha l'idea di nazionalità presso alcuni popoli, osservavo che il giornalismo risorgimentale croato si inizia in gran parte in lingua straniera: tedesca da un lato, italiana dall'al­tro. Soggiungevo quindi che qui fiorisce un'idea di nazionalità che parte da lontanissime basi razziali e da alcuni motivi folcloristici e che nell'in­sieme si riconosce perfino che la lingua stessa si è perduta o si sta petr dendo, e che di una tale accezione del concetto di nazionalità, mentre da un lato si approfitta per tentare l'unificazione di ceppi slavi da molti giu­dicati diversi per lingua, per tradizioni, per sentimenti in genere, si appro­fitta pure . per rivendicare, sin dal periodo quarantottesco almeno, terre, per storia e per abitanti, incontestabilmente italiane.
Allora non avevo detto ma giova dirlo ora, parlando su tema che agli alavi volge una specifica attenzione che pari, se non ancor più gravi ri­vendicazioni eran fatte sentire a danno di altre nazioni, e dove non si poteva far appello ad infiltrazioni o soprusi (pretesi o reali che fossero), si ricorreva con disinvoltura ad altri argomenti (i quali, a fil di logica, giustificavano quelle stesse infiltrazioni e quegli stessi soprusi anche se dagli slavi effettiva­mente sofferti): argomenti che, con frase moderna, si possono definire propri della teoria dello spazio vitale . In breve: la costituzione, il suffragio uni­versale richiesto nel 1848 dovevano servare a dare la maggioranza, nella ca­mera austriaca, ai deputati slavi, i quali avrebbero imposto all'Austria ima lingua slava come lingua ufficiale, dopo di che la snazionalizzazione dell'im­pero si sarebbe iniziata: slave sarebbero dovute divenire Vienna e le varie Provincie tedesche, slava Budapest e tutta l'Ungheria. Programma questo che non era relegato in un volume più o meno sconosciuto di un dottrinario politico solitario, ma esposto, nella precisione delle sue linee, dai giornali del risorgimento slavo, e sostenuto anzitutto da Cyprien Robert in un periodico in lingua francese che si stampava a Parigi, La Pologne.
Per quanto concerne i periodici in lingua italiana sorti in Dalmazia a sostegno dell'idea risorgimentale croata, vedasi II giornalismo dalmata dal 1848 al 1860 di Pietro Kaeandric, pubblicato nel 1899. Per quanto concerne
1) Studio in corso di pubblicazione itogli atti del Congresso stesso.
2) Stab. Tip. Edit. 8p. Artide, Zara,