Rassegna storica del Risorgimento
MARINA AUSTRIACA
anno
<
1918
>
pagina
<
230
>
230
<3 Gonni
d'uà brulotto incendiario, spintovi contro da arditi marinai veneti, subisse siffatte avarie, per le quali dovettero rimorchiarla in tutta fretta a Trieste per salvarla. Un altro elemento della flotta austriaca, il piroscafo armato Vulcano, avrebbero perduto ì nostri nemici, se le navi della Repubblica Veneta fossero corse ad attaccarlo fra le foci dell'Adige e del Brenta, ove esso piroscafo s'era incagliato: invece, il giorno dopo, un altro dei piroscafi del Lloyd, che incrociava in quei paraggi, lo disincagliava e lo traeva a salvamento. In questo modo la crociera austriaca assolveva al proprio compito, allorché il 3 agosto Garibadli, dopo la celebre ritirata da Roma, con un manipolo de' suoi, s'imbarcava su 13 bragozzi, per andare a soccorrere Venezia morente. Lasciata ch'ebbe la spiaggia coi suoi bragozzi, fu scoperto dalle navi bloccanti al comando del capitano di corvetta Skopinic. Questi, che era sul brigantino Oreste, chiamò a sé la goletta Elisabetta, ed una cannoniera per meglio catturare e cannoneggiare i garibaldini, che, scoperti, tentavano sfuggire a quell'incontro inatteso per loro. Infatti alcuni bragozzi vennero catturati e con essi 162 garibaldini fatti prigionieri. Alcuni di questi vennero portati a Porto Tolle ed altri a Pola. Però tre di quei bragozzi si salvarono, correndo alla spiaggia. Su uno di essi vi era il Duce con Armila dolorante. Gli austriaci, per quanto facessero con lancie e palischermi, non giunsero a catturarlo per somma fortuna d'Italia.
A parte questo tentativo di rompere il blocco austriaco, operato da Garibaldi, la marina della Repubblica Veneta fece ben poco per spezzare quella cerchia, che teneva prigioniera Venezia. Il popolo sulla piazza San Marco imprecò alla marina. Sentendosi punta, l'8 agosto usciva essa da Malamocco verso le navi nemiche j ma queste, seguendo una lor speciale tattica, si ritrassero immediatamente senza accettare battaglia. Le navi venete, invece di incalzarle a fondo, se ne ritornarono poco gloriosamente alla loro Laguna.
Furono giudicate perciò, allora e poi, molto severamente. Ma ormai il fato di Venezia è prossimo a compiersi. Dahlerup, dopo il breve allontanamento dalla spiaggia veneta, all'avanzarsi delle navi repubblicane, ricomincia il blocco, tenendolo fino,al 22agosto,giorno della capitolazione-41 Venezia. Il 27 dello stesso mese, l'antico arsenale e le navi della, ormai per l'ultima volta, ex Repubblica Veneta, venivano in possesso degli austriaci trionfanti.
Questo era avvenuto dal 22 marzo 1848 al 27 agosto 1849.
Una rivoluzione, obbedendo alle intime sue indistruttibili forze etniche, sfascia all'improvviso le forze marittime tenute dallo straniero, ma da lei permeate, dal suo spìrito.
Una repubblica, qual'era là veneta, gloriantesi discendere dalla vetusta Serenissima, si lascia sfuggire l'occasione d'impossessarsi di