Rassegna storica del Risorgimento

1849-1859 ; SLAVI ; GIORNALISMO
anno <1954>   pagina <381>
immagine non disponibile

Atteggiamenti dottrinari e giornalistici, ecc. 381
facchino, tale marinaio leggevano dapprincipio solo l'edizione italiana. Però su queste trasformazioni dei giornali da italiani in croati, o sulle sostituzioni di giornali italiani da parte di giornali croati diremo brevi parole in seguito.
Soffermiamo ora la nostra attenzione sul giornalismo croato in lingua italiana nel periodo quarantottesco. prendiamo specificamente come ogget­to d'osservazione i due citati giornali ragusei che abbiamo specificamente studiato: *) specialmente il secondo, cioè L'Avvenire è considerato uno dei più importanti e dei più. decisi antesignani del jugoslavisino. E lo è anche dei più chiari.
Quando non può, come per le zone adriatiche, giocare sull'identifica­zione dell'illirismo con lo slavismo, e non può sfruttare una presunta in­filtrazione italiana per opera di Venezia (che poi non si sa in qua! modo si sarebbe verificata in zone da Venezia mai possedute, come Fiume), quando non può con argomentazioni simili sostenere la germanizzazione di vaste zone dell'Austria e della Germania che vengono asserite originariamente sla­ve, passa ad altre dichiarazioni, veramente nude, quali quelle cui abbiamo già accennato. Cosi, dato che l'Austria è formata in prevalenza da popola­zioni slave, la costituzione servirà a far sentire questa prevalenza, ed il criterio democratico adottato dagli slavi sarà quello d'imporre una lingua slava al parlamento, poi al governo, dopo di che gradualmente seguirà la slavizzazione dell'Austria intera. La stessa sorte anche questo l'abbia­mo già detto toccherà agli ungheresi, che non sono altro che un'isola etnica lo dice L'Avvenire circondata da popolazioni slave. L'esaltazione della superiorità slava, specie nel campo militare, è frequente, e le minacce non mancano, alternate alle blandizie. Il programma, nonché il metodo non è esclusivo dei due giornali ragusei: le traduzioni stesse che essi portano di giornali croati o de La Pologne già citata, lo confermano.
Con ciò non si dice che il programma venga ovunque presentato con la stessa crudezza, e che il metodo sia sempre rigidamente uguale. Gli slavi generalmente hanno saputo sacrificare l'amore dell'utopia alla realtà come voleva il redattore de L'Avvenire. A Trieste la loro posizione è molto pre­caria, e devono, nell'avanzato 1848, far appello agli slavi di tutte le nazio­nalità per fondare una società slava, che sarà la Slavjanska Diuztva. Quando questa finalmente, nel 1849, riesce a lanciare un suo modesto organo, mensile, in due lingue sloveno e croato2) ed a Trieste lo slavismo non ha un organo in italiano come a Ragusa, od uno in tedesco, come altrove non prende un atteggiamento tracotante coi tedeschi, ma cerca di allear­seli, per combattere gli italiani.
Però non continniamo con questi esempi. Rileviamo invece, nei due gior­nali ragusei e negli altri che sono sulla stessa direttrice di marcia, la co­stante esaltazione del bano Jellacic, divenuto d'un tratto eroe nazionale. Egli è colui ed i giornali del risorgimento croato lo dimostrano che sostiene l'Austria per umiliarla, per rendere cioè possibile la sua trasforma­zione in uno stato alavo. Il non sostenerla vorrebbe dire non permettere
É Un mio saggio analitico dei duo giornali, stBo su richiesta di Pagine Istriani (Trieste), dovrebbe uscire fra poco. 2) Lo Gavjanski Rodoljub.