Rassegna storica del Risorgimento

MARINA AUSTRIACA
anno <1918>   pagina <231>
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L'Austria navale
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queste forze marittime del nemico, venendo cosi a mancare ad uno dei primari scopi della rivoluzione medesima.
Un impero, lanciato dal caso più che dalla propria volontà alle spiagge marine, non sa comprendere la forza grande che il mare gli concede. Trascura perciò le proprie forze marittime, siccome quasi estranee e non imprescindibilmente necessarie alla propria esistenza, CionuUameno dalle superstiti forze marittime, lasciategli dalla rivo­luzione, ritrae cospicui, essenziali benefici, militari e politici.
Ma se il 2 marzo '48 il governo della Repubblica Veneta, te­nendo in ostaggio le autorità imperiali, avesse ordinato alla flotta, che ancora si chiamava I. B. Veneta Marina, di radunarsi tutta nella laguna - ciò che probabilissimamente sarebbe stato eseguito - l'impero austriaco sarebbe stato scancellato dal novero delle potenze marittime.
Il più prodigioso successo navale della storia sarebbe stato questo. Invece, per mancanza di accorgimento di una repubblica, che aveva un obbligo gentilizio d'essere avveduta, l'Austria rimase, per quanto molto indebolita, ancora potenza marittima. Il più grande errore militare-politico questo di tutta la campagna del 1848-49, a danno della causa italiana.
Perciò il giovane imperatore Francesco.(inseppe, porgendo ascolto ai consigli del barone Heess, dispone che la sua marina venga rico­stituita e riformala su basi esclusivamente dinastiche.
Primo provvedimento fu il trasporto della Scuola di Marina da Venezia a Trieste e l'ordine di iniziare uno studio per un arsenale da costruirsi a Pola, in sostituzione di quello antico della Repubblica Veneta. Bisognava allontanare e runa e l'altra da quel centro troppo Vivo d'italianità.
Poi la lingua ufficiale, che fino allora era sulle I. R. navi l'ita­liana, prescrisse fosse invece la tedesca, ma malgrado ciò si continuò a bordo parlare veneto.
Indi si -Incominciò ad arruolare ufficiali di marina dal nord ed a spingere giovani dell'interne provinole dell'impero alla carriera della marina.
Bisognava che V I, R. marina austriaca divenisse veramente tale nei suoi ufficiali o, quanto meno, quelli di sangue italiano non fos­sero in prevalenza, come avveniva prima.
Tutto ciò è stato possibile all'Austria conseguire. Ma una cosa fu ed è inconseguibile : austriaci:tassare gli equipàggi. Ancor oggi la leva di mare dell'Austria vien fatta fra le popolazioni di quelle sponde adriatiche, dalle quali un tempo partivano coloro - gli avi indimen­ticabili delle antiche glorie venete - per andare a calcare col piede quelle galere, che diedero ai venti dalle loro antenne l'invincibile ori-fiamma dal leone aligero. 16