Rassegna storica del Risorgimento
PAPIRI PASQUALE ENRICO
anno
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1954
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pagina
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393
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Le Memorie autobiografiche di Pasquale Papiri, ECC. 393
Valicato il nevoso e ripido Appennino a Bocca Trabaria, là dove quattro anni prima era passato Garibaldi in una torrida estate, Pasquale Papiri scende la vallata del Metauro fino ad Urbania dove la sua podistica fatica ha termine per intimatogli arresto.
Chiuso nelle carceri di Pesaro vi sta non lietamente da febbraio a maggio, epoca in cui viene rimesso in libertà sotto rigoroso precetto di filar dritto a casa sua a Montefalcone lasciando da parte ogni vagheggiata idea di completare gli studi universitari a Roma o a Perugia. Tutto al più poteva tollerarsi la frequenza dell'Ateneo maceratese abbastanza quieto e fuor di mano.
Una vita di sacrificio Papiri fu ognora disposto a sopportarla, ma il vedersi odiosamente relegato nell'angusta cerchia di Macerata e quivi assoggettato alle vessazioni di una sospettosa polizia che gli manteneva alle costole un agente per vigilarne i passi e tener nota d'ogni sua amichevole conversazione, finì ben presto non solo per stancarlo, ma addirittura per ossessionarlo, sì da procurargli persino l'insonnia che invano cercava vincere con. Fuso di pericolosi sonniferi.
Tetragono a guerra aperta e leale, gli riusciva, invece, insoffribile la quotidiana punzecchiatura a colpi di spillo per sfuggire la quale, nel 1853, ottenne permesso d'imbarco in Ancona con la comminatoria però del perpetuo esilio dallo Stato Romano.
A bordo del brick francese Augusto, con mansioni di scritturale, ma servizio di marinaio, se ne va a Londra ove lavora, rivede amici di studio e di guerra e, dopo non molti mesi, se ne ritorna in Italia proprio all'epoca in cui Genova era afflitta da grave epidemia colerica riuscita fatale (fra gli altri) anche all'illustre comprovinciale del Papiri, Candido Augusto Vecchi cui il morbo rapì la consorte Vittoria Della Ripa, bellissima ebrea fiorentina per le cui nozze contrastate dai ricchi ed austeri genitori, s'era trovata in grave imbarazzo la polizia toscana; nozze che pur ebbero, più tardi, impensata sanatoria dalla paterna sollecitudine di Pio IX: e fu, questa, una delle prime manifestazioni di quella italiana magnanimità e cristiana comprensione che contribuirono a rendere il novello Pontefice universalmente popolare. *)
In Genova Pasquale Papiri fu attivo membro della Commissione di Emigrati per Soccorsi ai Colerosi presieduta dall'aw. Oreste Regnoli; poi cessato il morbo se ne andò a Torino con lettere commendatizie pel Tommaseo presso il quale disimpegnò funzioni di segretario fino alla sua andata a professore di francese e di inglese nel Collegio Nazionale di Alessandria (ottobre 1854).
Due anni scolastici rimase in tale ufficio intramezzati da un viaggio turistico in Isvizzera e da varie particolari occupazioni fra le quali mi pare degna di ricordo l'aver compiuta la versione del celebre romanzo II dott. Antonio di Giovanni Ruffini (edita a cura del prof. Bartolomeo Acquarono) per quanto mi assicuri il valente e cortese prof. Arturo Codignola (rufììmano espertissimo) non sia tra le più fedeli ed eleganti Ricorderò pure la pubblicazione da lui fatta in Alessandria d'un libriccino di poesie dal titolo Novelle e Canti, versi di pretto stile romantico ed antipapale d'argomento quale
! YACK LA BOLINA, Ricordi di fanciullezza, Milano, Brigolu, 1897.