Rassegna storica del Risorgimento

PAPIRI PASQUALE ENRICO
anno <1954>   pagina <394>
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Enrico Liburdi
filosofico, quale politico (secondo lo spirito del tempo) da lui scritto nelle Poche ore d'ozio.l)
Ma ben presto si lascia riprendere la mano dal demone dell'avventura. Congedatosi dal Collegio e dagli amici alessandrini, salpa il 27 luglio da Mar­siglia e se ne va questa volta a Buenos Àyrcs, ove sbarca il 3 novembre 1856. Qui, prima che l'anno si chiuda, e le sue peregrinazioni abbiano inizio, mette termine alla prima redazione delle memorie autobiografiche riguar­danti, i trent'anni fino allora così intensamente vissuti, essendo egli nato il 10 gennaio 1827.
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Nell'America meridionale Pasquale Papiri rimase oltre un lustro impe­gnato in varie e lodevoli attività come al solito le più diverse che si possano immaginare.
Soldato avventuriero nella Legione Filene dei fratelli Olivieri e del Mitre, pioniere dell'industria litografica in Argentina nei primi tempi, fu poscia colà maestro, professore, pittore. Viaggiò e lavorò nell'Uruguay, nel Brasile fino a che, vinta per esame una cattedra, andò all'Università di Cor­dova professore di fisica e di matematica (ottobre 1858).
Qui ha notizia delle prime vittorie francopiemontesi a Palestro, a Magenta, festeggiatissime dagl'Italiani del luogo in piena e cordiale solidarietà con la locale colonia di emigrati francesi e spagnuoli. Dopo un'agape fraterna fu aperta una sottoscrizione che fruttò subito cinquecento scudi a vantaggio dei feriti di guerra.
H bravo Papiri, naturalmente, smania per raggiungere l'Italia. Si di­mette dalla conquistata cattedra ma, per quanto faccia e per quanto bri­ghi, non riesce ad ottenere né il passaporto né il visto per l'Italia dal Nunzio Pontificio di Paranà, certo Mons. Marino Marini, ascolano anch'egli di nascita. Passa qualche tempo a Santafé, a Montevideo, a Rio de Janeiro ove i molti contrattempi e la stessa brevità della nostra campagna di guerra rendono ormai inutile il suo rimpatrio per la partecipazione alla seconda guerra dell'Indipendenza Nazionale.
Nel gennaio del 1862 raggiunge nuovamente Genova col veliero Marina di Genova, del Capitano Giambattista Chichizzola, dopo tre mesi di orribile navigazione. I disagi e le angherie virilmente sopportate durante il penoso e lungo tragitto fiaccarono quella fibra di ferro. Andato a Torino gravemente infermò.
L'aria del natio Appennino valse a rimetterlo in salute tanto che, dopo il Capodanno del 1863, se ne andò maestro elementare a Monte Giorgio fino a che non ebbe più idoneo collocamento nel ginnasio di Fermo prima e poscia in quel rinomato Istituto Industriale, una delle primissime scuole a carattere professionale sorte in Italia agli albori del Regno.
È questo il periodo più lungo speso, fra noi, dal Papiri nel pubblico insegnamento (1863-1874) in antecedenza al suo tèrzo ed ultimo viaggio in America.
l) Alessandria, Frat. Cazzotti, 1856.