Rassegna storica del Risorgimento

SVIZZERA ; MAZZINI GIUSEPPE ; STATI UNITI D'AMERICA ; GIORNALIS
anno <1954>   pagina <399>
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Vorganizzazione del partito mazziniano italiano in Italia, ecc. 399
La qualifica di mazziniano intransigente di molti gruppi e circoli stava a significare una posizione decisamente avversa ad ogni compromesso con il Governo monarchico, opposizione che si manifestava, in pratica, con la non partecipazione alle elezioni politiche ed amministrative: posizione, questa, òhe mai il P. M. I. abbandonò (si noti come un gruppo livornese si intitolasse al nome di Giovanni Falleroni, che, eletto deputato nel 1882, era stato dichiarato decaduto per non aver voluto prestare il giuramento di rito). Nel marzo 1902 esistevano inoltre sezioni del P. M. I. a Falconara Ma­rittima, Cesena, Pesaro, Fabriano; mentre particolare valore rivestiva l'ade­sione al Partito dell'Associazione Mazziniana Intransigente di Firenze, pre­sieduta da Andrea Giannelli, e quella della vecchia Confederazione Operaia Genovese di Felice D agnino. l)
I circoli, pur conservando i nomi tradizionali, si dichiaravano sezioni del P. M. I. e come tali si organizzavano, mentre gli enti regionali od inter­provinciali sedevano dove era il nucleo più forte di iscritti e non nella città principale.
La Sezione di Pavia, una delle più attive, prese fin dal 1901 l'iniziativa per una vasta organizzazione regionale del P. M. I., che avrebbe dovuto comprendere la Liguria ed il Piemonte, e già il 28 gennaio 1902 poteva orga­nizzare un Convegno mazziniano per l'Italia Settentrionale, mentre la forte Sezione livornese, che raggruppava ormai sette associazioni mazziniane cittadine, diveniva il centro della zona pisana, lucchese e maremmana.
A Bontà, ma senza precedenti di circoli già esistenti, la sezione del P. M. I. fu costituita il 31 agosto 1902.
I primi passi del Partito Mazziniano furono difficili, anche per l'ostilità ad esso subito dimostrata dal Partito Repubblicano e dal Partito Socialista. Spe­cialmente con i repubblicani le polemiche furono, in molti momenti, assai aspre. H Partito cominciò tuttavia a formare nuclei di una certa entità, e nel 1903 potè presentarsi al III Congresso Nazionale (Genova, 10-12 marzo) con una discreta rete di sezioni, e cioè:
Piemonte: Varese, Vercelli, Intra, Pallanza. Lombardia: Milano, Pavia, Parma, Lecco, Sala Baganza, Travagliato. Veneto: Venezia, Udine. Liguria: Genova, La Spezia, Savona, Sampierdarena, Sestri Ponente, Novi Ligure, Pitelli, Marinasco, Lavagna. EmiliaRomagna: Bologna, Ravenna, Faenza, Cesena, Forlì, Ville Unite di S. Pietro in Vincoli. Marche: Ancona, Falconara Marittima, Macerata, Pesaro, Fabriano, S. Gineaio, Grottammare. 2) To­scana: Firenze, Livorno, Carrara, Sarzana. Umbria: Terni, Orvieto, Umber­tine, Foligno. Laào: Roma. Campania: Pomigliano d'Arco. Sicilia: Palermo, Scicli, Vittoria. Un'altra sezione sorse a Messina alla fine del 1903. 8)
*) Lo Tenui Italia, 19 marzo 1902. II Bagnino fu anzi eletto Presidente onorario del III Congresso del P. M. I. (1903). Presidente effettivo ne fu Andrea Cinnnclli; Vicepresidenti Luigi Beposri (La Spezia), Vincenzo Fiorentini (Roma), Camillo Bagagli (Genova): Segretari Ottorino Stucchi (Pavia) e Icilio Fiotta (Panno).
3) Al Congresso Marchigiano dal P. M. L, del 1906 (Chiaravalle, 7 ottobre), portoci-parono le sezioni di Ancona, Chiaravalle, Fabriano, Falconara, JOBÌ (La Tana Italia, 9 di­cembre 1906).
3) 11 Comitato Centrale (cioè il massimo organo collegialo del Partito, quello che oggi ri chiamerebbe la Direttone o PEsectrtivo) eletto dal Congresso del 1908 fu il seguente: An­drea Giannelli, Presidente; Angelo Malfassi, Francesco Mbrmina Penna, Ermete Tazza, Guer­rino Fontana, Torello Pettini, Amedeo Gatti, Angelo Tapparelli, Felice Albani.