Rassegna storica del Risorgimento

JOHNSTON R. M. ; THAYER WILLIAM ROSCOE ; STATI UNITI D'AMERICA
anno <1954>   pagina <407>
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Storici americani sul Risorgimento 407
mano ferma i grandi contorni del carattere di Cavour. La biografia si basa sulle fondamènta di vaste letture, ma più ancora che questo, Thayer ha un senso vivido della realtà della vita politica che riflette in parte la sua gio­vanile carriera giornalistica ma anche la sua persistente abitudine di incon­trare e di parlare con uomini di rilievo nella vita pubblica. Egli ha collocato Cavour nell'ampio sfondo dei suoi tempi e ci ha messo in possesso di quella larga comprensione dei problemi del Risorgimento che ci permette di com­prendere e di giudicare le azioni di un grande Statista- Trevelyan trova i suoi giudizi politici rimarcabilmente solidi e il livello della sua scienza elevato quanto in qualsiasi Università del mondo J)
Insieme a queste grandi qualità Thayer ha anche gravi difetti come biografo. Il suo vigoroso credo di liberale gli ha permesso di penetrare nello svolgimento stesso della mente di Cavour ma, come nota il suo amico Barrett Wendell: liberale sino in fondo egli a malapena tollerava in altri qualsiasi divergenza da quelle convinzioni liberali che egli riteneva verità assolute. Egli era di quegli appassionati amatori della libertà che non esitano ad imporre la libertà col manganello. 2)
Insomma il temperamento di Thayer non era sempre imparziale. Il distinto storico americano, James Ford Rhodes può ben dire Quando Thayer abban­dona le alte sfere dell'imparzialità è quasi sempre affascinante 3) ma un altro amico, Nelson Gay rimpiange che Thayer appaia pervaso di zelo apo­stolico nel folgorare a ogni occasione contro la magnifica sfacciataggine del Papato e considera un difetto il suo costante smodato scherno a questo proposito. 4)
Trevelyan, che apprezza caldamente l'opera, deplora il suo dedicarsi a infierire sui morti, scagliandosi così spesso e cosi amaramente, per quanto a ragione, contro le follie dei nemici di Cavour, in particolare Mazzini e Ga­ribaldi. s)
Thayer non ha idee organiche sulla funzione del biografo, per quanto abbia scritto un volume sull'arte della biografia. *) La biografia è un'arte e non una scienza, egli dichiara, e deve riprodurre la vita quale è. Il biografo deve mirare alla totalità, che, se raggiunta, equivale alla Bellezza, definita da Michelangelo il più nell'uno, ossia il tutto in uno o l'universale nel par­ticolare,
Thayer non ama il determinismo e attacca Henry Adams ed altri che hanno cercato di delineare le forze della Storia secondo questo schema. Egli vede la volontà umana come elemento centrale per la comprensione della storia, ma nella volontà stessa egli comprende gli impulsi freudiani del subcosciente, pur trascurando le implicazioni deterministiche di tali impulsi. Insomma Thayer non ha meditato molto profondamente il problema
*) C. AL TnevKi.rAlf Mr. Thayer'a lift of Cavour, Tha Atlantic Monthly, Voi 109 Februàry 1912, pp. 227-228.
2) The Harvard graduati magatiti*, Val XXIV 1915-1916, pag. 20.
3) Commemorative tributo lo William Ronc.no Thayer, American Accadomy of Arta and Lette! New York, 1924, pag. 4.
*) American Hietorical Review, Voi. 3HUX. 1912-1913, p. 145.
*>-0p. ck, p. 233.
e) The art of biogrophy, New York, 1920,