Rassegna storica del Risorgimento

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D' ; VITTORIO EMANUELE II RE D'ITALI
anno <1954>   pagina <414>
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Denis Mach Smith
Per di più, Hudson ha raccontato che Farini era stato nominato primo ini-nistro dopo, e non prima, della sua malattia mentale, e che questa, malattia era già divenuta un vero imbarazzo per quelli che dovevano parlargli. *} Anche La Marmora è stato nominato primo ministro personalmente ed ina­spettatamente dal re nel 1864, dopo che Minghetti fu obbligato a dare le dimissioni. E, tra parentesi, si può notare la tendenza generale di casa Savoia di volgersi in tempi difficili a generali d'armata provenienti dalla Savoia e dal Piemonte, come De Launay, La Marmora, Menabrea, Pelloux e Badoglio. Perciò è altrettanto interessante il dispaccio che informò il governo inglese che, dopo qualche tempo, Vittorio Emanuele non vedeva di buon occhio La Marmora più che Ricasoli, troppo onesti e rigidi tutt'e due. Il rancore del re verso qualsiasi ministro onesto, ha scritto Hudson, è inguaribile. s' Collo stesso Giovanni Lanza il re aveva controversie, ed-apertamente con­dannava la politica del suo proprio governo. Pochi giorni prima dell'occu­pazione di Roma, nel 1870, Lanza arrivò al punto di dover presentare al monarca le sue dimissioni per la posizione insopportabile che ne sarebbe risultata, se non si fosse fatta prevalere la politica del gabinetto contro quella affatto antistorica della corte. 3)
Nelle controversie di questo genere, i documenti inglesi sono qualche volta informativi. Guardiamo, per esempio, alla crisi di Aspromonte nel 1862, quando Hudson ebbe parecchie discussioni col re. Il ministro inglese, dopo dieci anni, godeva a Torino di una posizione privilegiata, e perciò poteva essere molto Ubero nelle sue parole. Trovava che il re apprezzava un tratta­mento da galantuomo, senza ambagi, e che replicava con buon umore. Come Hudson ha detto, conosco il re da tanto tempo, e così intimamente, che una conversazione fra noi due si conchiude sempre in una maniera confiden­ziale. *) Non è da meravigliarsi se Cavour qualche volta ha impiegato questo statista straniero come intermediario col sovrano. Nell'agosto 1862 Vittorio Emanuele confessò a Hudson come egli fosse personalmente imbrogliato nel­l'insurrezione di Garibaldi. Garibaldi ha avuto i miei ordini fino a un certo punto, confessava, ma poi ha aggiunto qualche cosa di tutto suo, ed allora ha rovinato tutto. Evidentemente, il re non voleva proibire a Gari­baldi di lasciare la Sicilia colle truppe volontarie, purché salpassero in basti­
lo bis late cabinet... His Majesty nothing daunted contiuuos bis crusade against the parliamen-tary majority ... il. is clear that the King desires to fonn a mìnistry of tranaìtion in order to recali Bis favorite Rattazzi (Foreign Office 47-27).
1} 13 Dicembre 1862, Hudson a Russell: Fatina bas had an attack of illncss which bss affected bis menta! powers... His ideo are no Iongei clear, noria bis utterance distaici (PRO 30-22-69). 14 Marzo 1863, Hudson a Russell, riferendo su un pranzo ufficiale offerto il giorno prima: alt was painful. Furini's brain is softening, bis memory going. But he fanries himaelf perfectly woll and takes no hint to tbo contrary. He oats like an ogrc... Formi is nnfit cveii for the very miidest business (PRO 30-2270).
2) 18 Febbraio 1865, EJliot a Russell : The King doos not like him [La Marmora], for without Ricasoli'* waat of court linosa ho Ss cqually straightforwoxd. and unbending on iinytlitrig he considers a question of principio. The King* disliko of an bonest nunìsfcer is, I un) afraid, post cure (PRO 30-22-70).
a) 7 Settembre 1870, Lanza al Re, Di? VECCHI m VAI. GISMON, LO eoru di Giovanni Lama, 1988, voi. VI, p. 73.
*) 10 Agosto 1862, Hudson a Russell: I bave known the King so long and so intimatély that a conversation between us is certuni to end in a confidential mnnner (PRO 80-22-69).